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𝗟𝗮 𝗰𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗻𝗼





Fuori piove e dentro i nostri occhi l'arcobaleno illumina tutto intorno,

E' febbraio ma noi avvertiamo un calore che sembra scioglierci come fossimo neve al sole,

Tutto va storto e noi con uno sguardo a metà tra il trasognato e il meravigliato

galleggiamo sulle nuvole.

Ci appare tutto incantevole...

Tranquilli non è l' effetto del thè che ci ha portato il nostro vicino dal suo ultimo viaggio in Oriente,

è solo Amore....



Cosa succede quando ci innamoriamo?

Ebbene si, l'Amore questa creatura bizzarra che a volte sorvolando in cerca di cuori solitari,

colpisce col suo dardo infuocato di passione trasformando le nostre vite irrimediabilmente. E allora iniziamo a volare, come Peter Pan sull'isola che non c'è, planiamo sulle pianure del piacere e scivoliamo sugli arcobaleni dell'appagamento, afferrando le liane della tenerezza ci lasciamo trasportare in un mondo ovattato, dove la realtà è esclusa; Infatti è proprio così che ci si sente. L' innamoramento è caratterizzato da un tempo variabile in cui percepiamo una realtà illusoria, dove tutto ciò che cogliamo, sono solo le sfumature più coinvolgenti e uniche della persona che ci sta accanto. Ma non stiamo vivendo la realtà, ancora è tempo di sognare...Gli innamorati volano alti e lontano dalla delusione e dal disinganno, possono intravedere la realtà al di sotto delle nuvole, ma per adesso è ancora tempo di gioire d' Amore.

Sentiamo che la persona che ci sta accanto, ha (guarda caso) tutte le caratteristiche che noi stiamo cercando nell'altro da sempre, la mancanza che ci portiamo dietro, in un attimo la sentiamo colmata da un sentimento così reale e profondo da non sembrar vero. Infatti allo scadere dei due anni, più o meno, ecco che lentamente l'effetto della polvere magica svanisce e i nostri innamorati cominciano a scendere dalla loro nuvola scivolando nella fredda realtà.

A questo punto si profilano due risvolti:

-La coppia “disingannata” reagisce integrando i lati negativi e le caratteristiche disturbanti dell'altro e solo alla fine guardandosi dentro, ammette che ognuno di loro è mancante, quindi ci si perdona e ci si accetta per le debolezze comuni.

-La coppia “delusa” per aver idealizzato eccessivamente l'altro, risvegliandosi nella realtà, non potrà che trasalire e sprofondare all'interno di una cocente delusione.


In ambito psicologico questa teoria è stata introdotta da un team di ricercatori: Malagoli Togliatti, Angrisani e Barone. Il gruppo ha ideato un modello chiamato “ La Teoria dei contratti[1] che a supporto della coppia in crisi, spiega le dinamiche dell'innamoramento e gli interventi mirati a far rivivere la coppia, per ricominciare a credere nell'Amore, ma stavolta quello vero, quello Autentico. La tecnica fa riferimento al Contratto Matrimoniale, e consiste nell' attivare degli stimoli che producono un cambiamento nel partner.

Il fine è quello di puntare sulle capacità di evoluzione di un partner mentre l'altro resta comunque recettivo e partecipe.

Il partner coinvolto diventa nutrimento fertile per la coppia inaridita dalla quotidianità.

Nel primo modello dei contratti gli autori parlano del rapporto di coppia rappresentandolo come la metafora di un geyser : Inizialmente noi vediamo solo la parte emersa del geyser, quindi i comportamenti adorabili, i bisogni soddisfatti e tutto ciò che di bello e prezioso c'è all'interno della relazione. Ma il geyser ha anche la parte sommersa che rappresenta tutti i desideri, le necessità e le attenzioni inespresse, che premono assolutamente per emergere allo scoperto ed essere conosciute dai partners.

La coppia normale che accetta la realtà integra le sfaccettature negative, ammette le proprie e altrui debolezze e non ha difficoltà a transitare dal primo, al secondo modello dei contratti. Ma la coppia che invece aveva investito tutto e sovraidealizzato il partner, precipita nel tunnel della delusione. In questa situazione può essere utile rivolgersi ad un terapeuta familiare che ricollegandosi alla storia della famiglia cercherà di far luce sulle dinamiche conflittuali della coppia. Murray Bowen psichiatra statunitense e osservatore critico dei sistemi familiari, nel 1979 introduce l'uso di uno strumento potentissimo in grado di riportare alla luce gli eventi del passato di una famiglia che, o perché sono rimasti secretati, o perché non hanno avuto il giusto peso, continuano a “pesare “ sulle spalle delle generazioni successive. Questo strumento prende il nome di Genogramma, una sorta di albero genealogico della famiglia che consente di tracciare date, eventi, relazioni, collegamenti e fare emergere i miti e/o i fantasmi della famiglia.


Bowen sostiene che le dinamiche di una coppia non riguardano solo la coppia in sé , ma tutta la famiglia, includendo i genitori e i nonni. Bowen chiamerà questo Sistema Trigenerazionale. Ogni famiglia all'interno della sua storia possiede dei miti, degli eventi che rappresentano la famiglia stessa, come un po' lo stemma di un blasone familiare. Ogni stemma caratterizza l'Appartenenza alla famiglia, così ad esempio il cognome che portiamo rappresenta la nostra famiglia, mentre il nome scelto dai nostri genitori invece la nostra individuazione: “La differenziazione del nostro Io dalla nostra famiglia d'origine”.


Cosa c'è alla base del malessere di coppia?

Quindi alla base del malessere psicologico individuale o di coppia, i ricercatori in ambito sistemico relazionale intravedono la difficoltà a mantenere il giusto equilibrio tra il senso di “Appartenenza” e quello di “Autonomia”. Pertanto se all'interno di una famiglia ognuno ha avuto la possibilità di crearsi spazio e rendersi autonomo, allora il mito di famiglia, questo evento che caratterizza l'appartenenza alla famiglia stessa, sarà un catalizzatore di dinamiche positive e creative all'interno del sistema familiare; ma se invece questo mito, si trasforma in un fantasma, purtroppo rischia di soffocare e instillare dinamiche disfunzionali che saranno agite in maniera passiva e non consapevole. La storia della famiglia Springsteen