ASCOLTARE...diverso da udire

Aggiornamento: 22 giu 2021

La maggior parte di noi passa gran parte del tempo ad udire e non ad ASCOLTARE. Fateci caso!


La nostra mente, automaticamente e con il passare del tempo, impara a selezionare le informazioni decidendo a cosa prestare attenzione e a cosa no.

Quindi i problemi che si pongono sono sostanzialmente 2:

  1. La scelta su cosa prestare attenzione avviene in modo inconsapevole

  2. Tendiamo ad ascoltare attentamente solo le informazioni che rafforzano le nostre opinioni.

Dunque metterci in ascolto e comprendere veramente ciò che l'altro intende comunicarci è più difficile di quanto pensiamo.


Le emozioni che proviamo quando ci relazioniamo con gli altri poi, veicolano e indirizzano i nostri pensieri e la nostra capacità di ascolto.


Facendo attenzione alle nostre emozioni e alle nostre reazioni, ci collochiamo nel presente con consapevolezza, in modo da metterci veramente in ascolto.

Un ascolto consapevole, ci permette di conoscere l'altro, di porci con empatia nei confronti delle persone e soprattutto di abbattere le barriere difensive, causa spesso di conflitti nella comunicazione.


Come diventare ascoltatori consapevoli?

ATTENZIONE, COMPRENSIONE e RICORDO solo le 3 parole chiave.

Uno dei modi migliori per diventare dei buoni ascoltatori, è quello di concentrarsi completamente su chi sta parlando.

Vediamo insieme alcune regole del BUON ASCOLTATORE:

  1. Evitare di interrompere

  2. Mantenere il contatto oculare con il nostro interlocutore

  3. Utilizzare domande aperte per approfondire la nostra conoscenza

  4. Non finire le frasi del nostro interlocutore

L'obiettivo è essere presenti mentalmente ma senza praticare il "giudizio".

Quotidianamente mettiamo in atto inconsciamente con gli altri, degli schemi relazionali appresi durante l'infanzia, che potrebbero rivelarsi disfunzionali. Comprendere e riconoscere questi schemi disfunzionali ci permette di migliorare i rapporti presenti senza cadere in delle trappole.


Ma quali possono essere questi schemi, queste trappole?

  • Mancanza di empatia

  • Biasimo

  • Giudizio

Attraverso la consapevolezza è possibile uscire dalla nostra visione personale delle cose, rispondendo alle azioni altrui in maniera intenzionale, e non con i vecchi schemi di comportamento disfunzionali.


Alleniamoci giorno dopo giorno, tenendo presente questi 3 obiettivi.

  • Restare aperti verso il prossimo, accostarsi al suo punto di vista, con curiosità, senza mettersi sulla difensiva...questo aumenta la nostra empatia.

  • Sviluppare una mente non giudicante che permette di vivere l’esperienza così com’è e valutarla senza etichette stereotipate o luoghi comuni.

  • Favorire l'abbattimento dei pregiudizi per riuscire a vedere l’interlocutore per quello che è, migliorando così la nostra modalità di comunicazione.

  • Sviluppare la capacità di accettazione delle critiche e delle differenze.

Diventare ascoltatori vuol dire essere presenti e concentrati sul nostro interlocutore, senza lasciarci distrarre dai nostri pensieri o da elementi esterni.


Comunicare significa "entrare in rapporto" : una comunicazione è efficace se riesce a creare una connessione tra gli interlocutori. All'efficacia comunicativa concorrono:

  • Linguaggio verbale (il messaggio che trasmettiamo con le parole)

  • Linguaggio non verbale (mimica facciale, gestualità, postura, vicinanza fisica, orientamento dello sguardo)

  • Aspetti paralinguistici (intonazione, timbro di voce, esclamazioni, pause, ritmo)

  • Ascolto attivo (ascolto con partecipazione, realmente interessato a ciò che ci viene comunicato, senza pregiudizi)


La comunicazione è il processo che identifica la connessione verbale e non verbale che mettiamo in atto con noi stessi e con gli altri. Deve basarsi sulla comprensione reciproca delle rispettive esigenze, opinioni, emozioni. Sono proprio le differenze a creare le incomprensioni che alzano le barriere nella comunicazione tra noi e gli altri.





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