CHE RELAZIONE C'E' TRA STRESS E SALUTE?

Aggiornamento: 25 lug 2021

Lo stress è una reazione fisiologica dell'organismo.

Il termine stress deriva dal latino strictus ("serrato", "compresso") e fu introdotto per la prima volta negli anni trenta dal fisiologo Seyle per indicare una reazione aspecifica dell'organismo verso uno o più agenti stressanti (stressor) di varia natura, fisica, chimica, biologica, emotiva.

Seyle (1936) ha dimostrato e descritto la reazione fisiologica di stress chiamandola "Sindrome Generale di Adattamento" (SGA). Lo stress per Seyle è un tentativo di neutralizzare uno stimolo che altera la normale attività dell'organismo.

La SGA avviene in tre momenti sequenziali:

  1. REAZIONE D'ALLARME: è caratterizzata da una fase di shock in cui il livello di funzionamento fisiologico decresce, seguita da una fase di contro-shock in cui l'organismo attiva le sue difese;

  2. RESISTENZA: l'organismo cerca strategie di adattamento e compensazione;

  3. ESAURIMENTO: determinato da un'eccessiva durata della fase di resistenza, in cui il cedimento di vari sistemi coinvolti può comportare seri danni somatici ( danni al sistema gastrointestinale, cardiocircolatorio, immunitario).

Lo stress dal punto di vista psicologico.

Dopo le prime ricerche, focalizzate sulla reazione di stress dal punto di vista biologico, fisiologico e patologico, l'attenzione si è spostata su aspetti puramente psicologici. In questo ambito è utile citare le ricerche di Lazarus e Folkman (1984-2004) per i quali è importante il significato soggettivo attribuito dalla persona allo stimolo stressante. I due autori hanno introdotto il concetto di stress psicologico: l'individuo valuta cognitivamente il significato, la forza e la gravità dell'evento potenzialmente stressante, così come le sue risorse per farvi fronte, sulla base delle esperienze passate e della sua costituzione genetica.

Il modello di Lazarus e Folkman, noto come "Modello cognitivo-transazionale" è il più diffuso nell'ambito della psicologia, soprattutto della psicologia della salute, per studiare le risposte allo stress. Tale modello si basa sulla centralità dell'interazione individuo-ambiente: la persona e l'ambiente si trovano in una situazione dinamica costante di azioni-reazioni. La condizione di stress deriva da tale interazione, l'individuo è agente attivo perché giudica quanto la situazione implichi danno, minaccia o sfida (valutazione primaria); valuta le modalità con cui affrontare lo stressor e trarne vantaggio (valutazione secondaria) e fa fronte alla situazione mettendo in atto strategie emotive, cognitive e comportamentali che oggi vengono chiamate complessivamente COPING.


Relazione tra stress e salute.

Lo stress è in generale la normale risposta della persona alle pressioni derivanti dall'ambiente interno ed esterno, ed è utile per attivare una risposta adeguata ai cambiamenti. In questi casi si parla di EUSTRESS: stress positivo, che ci aiuta ad affrontare compiti complessi sia dal punto di vista psicologico che fisiologico.

Il DISTRESS invece, è lo stress negativo, cronico o acuto che comporta seri danni fisici e psichici. Questo accade quando l'agente stressante supera le capacità di adattamento dell'organismo.

Oggi sappiamo che tra patologia e stress esiste una relazione circolare: fattori stressanti possono indurre patologie di diverso tipo; così come la patologia stessa può costituire un fattore di stress. Ad esempio lo stress cronico si associa spesso a depressione, ansia e patologie cardiovascolari.

Attuali ricerche in ambito genetico e psicologico hanno dimostrato che non tutti gli individui sono vulnerabili allo stress. La vulnerabilità dipende da caratteristiche di personalità, temperamento e anche da fattori sociali: il distress dipende non solo dall'accumularsi di eventi, ma anche dalla personale attribuzione di significato e dalle esperienze pregresse, così come da caratteristiche sociodemografiche. Ad esempio, persone con alte abilità asociali riferiscono maggiore benessere e minori livelli di stress e il livello di stress percepito può predire gli esiti di salute.


Le strategie di coping.

Il coping è il processo attivo ed intenzionale che l'individuo mette in atto per rispondere ad uno stimolo stressante, uno stimolo valutato come gravoso o eccedente le proprie risorse. E' un processo che dipende sia da fattori situazionali (del contesto) che disposizionali (della persona).

Lazarus e Folkman hanno distinto due tipi di coping:

  1. Coping focalizzato sul problema: strategie dirette verso l'evento stressante, cercando di rimuoverlo o ridurne l'impatto.

  2. Coping focalizzato sulle emozioni: strategie mirate a minimizzare il disagio tramite diverse risposte (auto-confronto, espressione delle emozioni negative, focalizzazione sui pensieri negativi, evitamento).

La scelta dell'uno o dell'altro dipende dall'obiettivo. Ad esempio, la ricerca di sostegno sociale può essere centrata sulle emozioni se diretta ad ottenere rassicurazione e conforto; mentre si focalizza sul problema se tesa ad ottenere consigli o aiuto materiale. La scelta dipende anche da come il soggetto valuta la situazione in termini di controllo e modificabilità: se lo stressor è considerato modificabile o gestibile si attueranno strategia centrate sul problema; al contrario, se la situazione è valutata come ingestibile si ricorrerà a strategie centrate sull'emozione, volte a modificare come viviamo l'evento. Spesso si utilizzano entrambe in modo complementare.


Le ricerche sulla relazione tra coping e salute sono molte e i risultati non univoci, ciò che emerge è comunque che esso è un moderatore dell'impatto che lo stress ha su di noi. Alcuni fattori protettivi sono: buone relazioni sociali e familiari, sane abitudini di vita, capacità di auto-riflessione e critica. hobby e passioni, buona capacità di comunicare le proprie emozioni in modo assertivo e non imperativo.








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