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Come si reagisce ad un lutto? Emozioni, comportamenti e reazioni di fronte alla perdita


Tutti sperimentiamo almeno una volta nella nostra vita la perdita di una persona vicina, tuttavia non reagiamo tutti allo stesso modo e soprattutto, perché vi sia una qualche forma di sofferenza, sono l’intensità del legame e la significatività della relazione a dettare i tempi e i modi della reazione. Benché genericamente si pensi che un lutto sia caratterizzato da un periodo di tristezza immediatamente successivo alla perdita, che gradualmente lascia il posto ad un ritorno alla normalità via via che la morte della persona cara viene accettata, questo è vero solo per una parte delle persone e comunque, anche all’interno di questa modalità di reazione prototipica, si distinguono diverse realtà sulla base di emozioni vissute, comportamenti messi in atto e durata del lutto.


Le emozioni che caratterizzano il lutto


Iniziamo col considerare le diverse emozioni e i diversi stati d’animo che possono presentarsi di fronte alla notizia della morte di una persona che amiamo. Sicuramente la manifestazione emotiva che più intuitivamente ci aspettiamo di provare è quella del dolore che si manifesta tramite tristezza, pianto, struggimento, nostalgia e senso di mancanza del defunto fino alla disperazione. A volte questo stato di tristezza si trasforma in una vera e propria reazione depressiva che porta con sé anche disinteresse e perdita di piacere per il mondo esterno e per le attività della vita quotidiana, un’attenzione iperfocalizzata sul defunto e sui ricordi che lo riguardano e una modalità di pensiero orientata al pessimismo.

A volte però, prima ancora che subentri il dolore per la perdita, le prime reazioni emotive sono di shock, confusione, incredulità e rifiuto, fino al punto di raggiungere stati di stordimento e negazione della realtà e dell’evento stesso. Ancora, meno intuitivamente, altre emozioni che possono presentarsi sono la rabbia (verso qualcuno nello specifico che si pensa essere corresponsabile della morte, ad esempio i medici; oppure verso il defunto stesso, o ancora verso Dio, il destino, la vita in generale; soprattutto se si percepisce un senso di ingiustizia nella perdita avvenuta) e il senso di colpa (se sono presenti rimorsi e rimpianti che riguardano nello specifico le vicende legate alla morte della persona o in generale il rapporto con essa).

Paradossalmente, la morte di una persona cara può accompagnarsi anche all’emozione del sollievo, ad esempio nei casi di lunghe e debilitanti malattie: l'evento viene vissuto come una liberazione da una sofferenza ormai insopportabile sia per il malato che per chi se ne prendeva cura.

Un altro stato d’animo frequentemente vissuto è quello della solitudine, sia perché l’individuo in lutto potrebbe trovarsi all’improvviso effettivamente solo negli aspetti più banali della vita quotidiana, sia perché a volte si assiste ad un ritiro dalla socialità o a un senso di intima e ineluttabile solitudine nonostante la presenza di altri.


Le componenti cognitive del lutto


Accanto alle reazioni più prettamente emotive, di fronte ad una perdita importante si costellano delle reazioni cognitive tipiche che vanno ad interessare quindi le funzioni del pensiero, della memoria, dell’attenzione e della percezione. Spesso infatti si osserva una disorganizzazione cognitiva generale data da difficoltà ad accettare la perdita, da confusione, fino a stati di depersonalizzazione e di derealizzazione, ossia di incapacità momentanea di riconoscersi nella propria persona o di riconoscere l’ambiente circostante come familiare​​​. L’attenzione è focalizzata sul defunto, ​​i pensieri e i ricordi si fanno intrusivi e riguardano in maniera ossessiva il defunto e le circostanze della morte;​​​​​​​​ inoltre si possono scatenare continue rimuginazioni sulle circostanze della morte, sul proprio stato di sofferenza o sulla morte in generale. ​​​​​​​E’ facile accusare difficoltà di memoria e di concentrazione;​​​​​​​​ e non sono così rari i cosiddetti fenomeni dispercettivi simili ad allucinazioni: nelle situazioni di sofferenza intensa e acuta può capitare di sentire la voce del defunto o di scorgerlo tra la gente come se fosse ancora vivo.​​​​​​​​


Le reazioni somatiche al lutto


Anche il corpo può farsi carico di esprimere la sofferenza legata alla perdita e quindi non sono rare manifestazioni somatiche anche di una certa rilevanza che generano squilibri temporanei o contribuiscono, sul lungo tempo, a causare o peggiorare malattie e disturbi fisici. Alcuni studi infatti hanno mostrato un generale aumento del ricorso ad esami e visite mediche nei mesi immediatamente successivi ad un lutto e addirittura un aumentato rischio di mortalità.​​​​​​​​ ​​​​​​​​Alcune delle manifestazioni somatiche riscontrabili nelle persone che hanno subito una perdita sono sensazioni di chiusura alla gola, affanno respiratorio o sensazione di soffocamento, palpitazioni e disfunzioni cardiocircolatorie, difficoltà digestive e perdita dell’appetito, disturbi del sonno, alterazioni del sistema immunitario, spossatezza e perdita di forza e ​disfunzioni endocrine. Infine c’è una manifestazione fisica peculiare, per quanto incredibile, che riguarda alcune persone che hanno subito un pesante lutto e che consiste nello sperimentare vaghi disturbi fisici simili a quelli della persona deceduta.​​​​​​​​