top of page

Cosa facciamo quando ci sentiamo ostaggi delle nostre emozioni?

Aggiornamento: 11 nov 2021





Dobbiamo ACCETTARLE perché sono umane. Accettarle significa riconoscerle. Proprio dalla loro accettazione possiamo imparare a controllare le loro espressioni e a trasformarle.


EMOZIONE: dal latino EX MOVERE (muovere da, significa anche scuotere, sconvolgere, trasportare fuori): rievoca il movimento, la sensazione di essere mossi o anche bloccati, rallentati o velocizzati da ciò che si prova, che sentiamo provenire dal nostro interno.

Ma cosa sono le emozioni?

1. Prima caratteristica: sono stati soggettivi, reattivi caratterizzati da specifiche e automatiche valutazioni sulla situazione. L’emozione ha proprio la funzione di rendere più cosciente un nostro pensiero automatico…può essere diversa di fronte allo stesso evento attivante, a seconda di quella che è la nostra valutazione automatica.


Esempio: siamo soli in casa, sentiamo un rumore alla porta e il primo pensiero automatico è: "sono i ladri" (reazione=spavento);

Stessa situazione: sono sola in casa, sento dei rumori alla porta.... è mio marito che non riesce ad aprire la porta... il pensiero automatico sarà: "che imbranato" (reazione=fastidio, rabbia).

La nostra attività mentale è in larga parte di natura automatica e solo per una piccola fetta delle nostre 24 ore riusciamo a focalizzare la nostra attenzione su specifici contenuti.


2. Seconda caratteristica: sono accompagnate dalle reazioni somatiche; tipiche di ogni emozione.


Esempio: la reazione somatica che accompagna il disgusto è una sensazione di nausea intensa.

3. Terza caratteristica: accanto alla reazione somatica abbiamo anche dei tratti espressivi specifici che hanno la funzione evolutiva di far comprendere a chi ci sta di fronte il nostro stato emotivo e viceversa. Questo è importante per regolare le nostre reazioni e i nostri comportamenti in funzione della situazione.


Le emozioni di base, o primarie (rabbia, gioia, tristezza, disgusto, sorpresa, paura) sono accompagnate da specifiche espressioni facciali, che le rendono immediatamente riconoscibili.

4. Quarta caratteristica: ogni emozione ha una specifica tendenza all'azione. Se sono preso da una emozione di colpa, più facilmente sarò propenso a mettere in atto un comportamento di tipo riparatorio; se la mia emozione dominante è quella della tristezza in quel momento avrò una tendenza ad isolarmi, a rinchiudermi.


Plutchik ci dice che esistono otto emozioni primarie ognuna delle quali determina un comportamento e vengono accoppiate per opposti: - Gioia e Tristezza; - Fiducia e Disgusto; - Rabbia e Paura; - Sorpresa e Aspettativa. Le emozioni poi si combinano tra loro. Per esempio, unendo disgusto e rabbia avremo il disprezzo, tra aspettativa e gioia l’ottimismo. Per controllarle e comprendere quelle altrui, è necessario conoscerle e riconoscerle.


Per esempio, A COSA SERVE ESSERE TRISTI???

La Tristezza è una reazione psichica e somatica alla PERDITA, reale o simbolica: segnala che abbiamo perso qualcosa o qualcuno o che abbiamo fallito. Si associa alla mancanza, al senso di impotenza, alla riduzione dei livelli di energia e dell'entusiasmo, ci sentiamo inibiti, sentiamo di non avere una direzione verso cui andare, perché semplicemente abbiamo perso. Eppure serve, è fondamentale, come tutte le altre emozioni, alla sopravvivenza. (C.Darwin).


A cosa ci serve un'emozione così pesante, negativa?

Serve a darci il tempo necessario di constatare la perdita, una speranza frustrata o una mancanza, di comprenderne le conseguenze e di ritrovare le energie per nuovi progetti, nuovi scopi. Non possiamo e non dobbiamo ignorarla né eliminarla..... dobbiamo solo viverla ed accettarla e sapere che NON è inutile ma ci aiuta a dare un senso al nostro vissuto, a segnalarci che dobbiamo trovare altre mete e a ritrovare la motivazione per elaborare nuovi scopi.

  • E' importante aiutare i bambini a conoscere la tristezza e ad accettarla, spiegare loro a cosa serve e perché esiste.

  • E' dalla mancanza che può nascere il bisogno di qualcosa di nuovo.


E la RABBIA....a cosa serve la rabbia?

La rabbia è un'emozione primordiale ha un'importante funzione adattiva: segnala che c'è un ostacolo alla realizzazione di un nostro scopo o all'interruzione di un evento infausto; è legata all'istinto di difendersi per sopravvivere e subentra quando riteniamo qualcuno o qualcosa responsabile di quell'ostacolo.