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DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: FAME DI VITA O DI MORTE? DI AMORE O DI DOLORE?

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Francesca, 19 anni: "Mi muovo molto, ho bisogno di farlo. Se non posso uscire mi metto a correre avanti e indietro nel cortile, fino all'osso. Non è più una questione di essere magre o belle ma di vivere o morire. Io non lo so più"


Carla, 18 anni: "Mangiavo, o meglio, ingoiavo tutto quello che avevo davanti. Di notte, di giorno quando non c'erano i miei. E poi mi vergognavo e allora rivomitavo tutto. E mi facevo schifo ancora di più. Era tutto uno schifo. Eppure se mi sentivo agitata, arrabbiata o felice avevo bisogno di masticare per calmarmi. Era come una droga. La volevo e poi la buttavo via"


Alberto, 26 anni: "Mi sono laureato in medicina col massimo dei voti, ho sempre fatto esercizio fisico e sono sempre attento al mio aspetto. Ho bisogno di sentirmi sempre al top, sempre perfetto. Sono cresciuto nella vanità per farmi amare, soprattutto da mia madre che non c'era mai. E' diventato tutto un incubo. Ho smesso di mangiare e mi sono buttato sullo studio e sullo sport. Il mio corpo doveva essere senza difetti. Mi sono trovato da solo, senza amici o altri interessi al di fuori di studio, sport e cibo. Dall'anoressia sono passato alla bulimia... avevo fame... troppa... allora mi abbuffavo e poi usavo i lassativi o i diuretici per svuotarmi perché mi sentivo in colpa. Avevo l'ossessione di piacere a tutti. Ora mi ritrovo in una clinica"


Cristiano, 39 anni: "Mi ricordo che era il primo anno di liceo. Ero un bel ragazzo ma ero molto timido, insicuro. Uscivo, mi divertivo ma ero sempre agitato, avevo paura di fare brutte figure. nella mia classe c'era Giulia, la ragazza più bella che avessi mai visto. Era gentile con me, siamo diventati amici poi un giorno mi sono dichiarato e ricordo che lei si mise a ridere. Quella risata me la ricordo ancora. Ci sono rimasto malissimo. Credo che da lì ho iniziato ad essere arrabbiato, con tutti. Ho cominciato a mangiucchiare dolci e patatine a ogni ora del giorno. Alla fine era diventata un'abitudine, anche alzarmi di notte e aprire la dispensa per cercare merendine. Era automatico Non ci facevo caso. erano i miei che mi rimproveravano. Oggi mi ritrovo a combattere con la compulsione di mangiare, è come il fumo di sigaretta. Se sono arrabbiato mangio, se sono felice mangio, se sono agitato mangio. Mi rilassa, mi dà sicurezza e non mi interessa se sono sovrappeso tanto non mi ha mai guardato nessuno. Anzi se non ti guardano è meglio almeno non deludi nessuno, non devi dimostrare niente a nessuno"



I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono ormai la realtà problematica di milioni di persone, soprattutto adolescenti e giovani adulti, in tutto il mondo, in particolare nei Paesi più sviluppati. Sebbene la popolazione femminile sia quella maggiormente colpita, negli ultimi anni è cresciuto notevolmente il tasso di pazienti maschi con un DCA.

Tra i più diffusi abbiamo: Anoressia nervosa, Bulimia nervosa, Binge Eating Disorder (Disturbo da alimentazione incontrollata). Sebbene i manuali diagnostici tendano ad affrontarli separatamente, oggi si tende sempre più a considerare questi tre disturbi come tre facce dello stesso problema: condividono uno stesso nucleo psicopatologico e delle caratteristiche: scarsa autostima, tendenza alla perfezione, eccessiva preoccupazione per peso e forma corporei.

E' molto frequente che una stessa paziente passi da una diagnosi all'altra: dalla bulimia all'anoressia e viceversa; in altri casi si decide di lasciarsi andare e si cade nel Binge Eating Disorder.


In questo articolo non ci soffermeremo sui criteri diagnostici ma su ciò che può vivere e sentire una persona con DCA. Cosa porta a sviluppare un tale disturbo e con quali effetti. Cercheremo di entrare nei meandri della psiche e dell'anima di queste persone per comprendere questi disturbi nel profondo e sfatare anche qualche mito (es. l'anoressia è legata alla ricerca della bellezza esteriore). Lo faremo prendendo a riferimento soprattutto l'approccio cognitivo-comportamentale.


Anoressia Nervosa: il corpo è un peso, deve scomparire.


Le informazioni scientifiche riportate dai manuali diagnostici, sui disturbi del comportamento alimentare ( DCA) sono decisamente espliciti e completi dal punto di visto descrittivo, il messaggio informativo che si vuole trasmettere va oltre. Oltre la causa, oltre il disagio, oltre la sofferenza, perché oltre ad un' apparente dieta o abbuffata si nascondono persone con una propria storia ed il proprio dolore. Ed è esattamente questo che racconteremo.

L'esordio si ha generalmente durante l’adolescenza o nella prima età adulta. Spesso è associato ad un evento stressante (es. lasciare la casa per motivi di studio, divorzio difficile tra i genitori, brutta delusione da partner o amici, ecc).

Inizialmente si osservano modifiche nei comportamenti alimentari successivamente si presentano i sintomi. Alcune persone guariscono più facilmente, altri invece diventano cronici.

Il tasso di mortalità è alto, riguarda il 5% dei pazienti nell’arco di un decennio.


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