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Famiglia: il concetto di co-genitorialità



Freud riteneva che l’educazione e il crescere la propria prole fosse una delle tre professioni impossibili, dove le altre due erano la psicanalisi e il governare una nazione.

La famiglia attuale, ha il compito di sostenere i figli, “accompagnare, aiutare nel bisogno, affiancare senza sopraffare, incoraggiare, valorizzare, ma anche dare regole, indicare valori, promuovere ed incentivare la formazione. Questo compito educativo trova molti punti in comune con lo stile autorevole di Diana Baumrind: lo stile autorevole infatti fa leva sulla comunicazione attraverso la quale i genitori spiegano e giustificano determinate decisioni rispetto alle proibizioni, non usa la forza.

La famiglia rappresenta il maggior fattore di protezione rispetto al benessere psicologico del bambino. In particolare, essere protettivi si riferisce alla capacità di combinare regole flessibili e supervisione con il sostegno e la vicinanza affettiva. Al contrario, una genitorialità non capace di integrare e bilanciare questi elementi sembra predisporre il figlio verso traiettorie evolutive a rischio, poiché potrebbe influire sulla performance scolastica e sul comportamento morale e alimentare.

La famiglia svolge un ruolo centrale nello sviluppo del bambino in un momento estremamente delicato della sua prima infanzia che, come si sa, è un periodo a rischio perché il bambino è fragile, vulnerabile, dipendente dall’adulto, ma anche differente e con proprie risorse e specificità.

Numerose ricerche, pur nelle loro differenze, convergono oggi nel considerare l’essere umano attivo e propositivo nei confronti dell’ambiente e quindi anche della famiglia fin dai primi giorni di vita. I bambini, sin dalla nascita, sono considerati esseri sociali che ricercano costantemente le altre persone per impegnarsi in scambi imitativi reciproci e di mutua regolazione emotiva.


Oltre la genitorialità: il coparenting

Tra gli aspetti che caratterizzano la famiglia, la genitorialità è stata sempre ritenuta centrale rispetto alla coniugalità, senza tener presente che i due aspetti sono strettamente legati e che si influenzano reciprocamente. In questo ampio campo si colloca in particolare la prospettiva del coparenting (o cogenitorialità), un costrutto che nasce già negli anni ’90 del secolo scorso che amplia il significato di genitorialità, non più relativa allo svolgimento individuale della funzione parentale. Il coparenting viene definito infatti “un'impresa familiare, cogestita da due (o più̀) adulti che insieme assumono la cura e l’educazione dei bambini per i quali ne condividono la responsabilità” (McHale, 2010). In tal senso, va sottolineata l’importanza della collaborazione tra i due genitori nel supporto reciproco. La cogenitorialità non necessariamente può essere ricondotta alla presenza di una coppia stabile ma è possibile parlare di cogenitorialità anche quando la coppia coniugale non esiste più oppure quando non è mai esistita o ancora quando non corrisponde a quella tradizionalmente accettata.


Le funzioni co-genitoriali si estendono alla triade familiare; l’essere genitori non si dipana solo nel rapporto che s’instaura con il figlio ma anche e soprattutto nella relazione tra i due partner. Secondo tale prospettiva, il coparenting rappresenta pertanto la capacità delle figure genitoriali di creare un’alleanza e di coordinarsi nell’esercizio delle funzioni co-genitoriali. Diventa quindi fondamentale la capacità, da parte dei due genitori, di far coesistere i diversi stili genitoriali rispettando le differenze, le divergenze e le diversità dei punti di vista. Significa, in sintesi, lavorare insieme per capire quale sia il modo condiviso di realizzare la crescita e l’educazione del proprio figlio. In particolare tre indici definiscono qualitativamente una buona cogenitorialità: rispetto, interesse e gratitudine (Salonia, 2017).


La qualità del rapporto tra i coniugi garantisce quindi lo sviluppo di un parenting sensibile ed efficace. L’autoefficacia coniugale è un aspetto particolare della relazione di coppia ed indica le convinzioni di ciascuno di sapere comunicare apertamente con il proprio partner e di offrirgli il supporto necessario, di risolvere i problemi legati alla vita matrimoniale, di superare i disaccordi relativi all'educazione dei figli, di condividere attività comuni e sviluppare equilibrate relazioni con le famiglie di origine.”


In generale, diverse ricerche hanno evidenziato l'importanza di una buona comunicazione tra le figure accudenti, di un coinvolgimento del caregiver equilibrato e di bassi livelli di conflittualità perché determinano livelli ottimali di coparenting.

Vediamo ora le quattro componenti indispensabili nella relazione genitore-figlio:

  1. la consapevolezza dei propri stati emotivi e dei propri pensieri, nonché di quelli dei propri figli nel momento presente;

  2. la disponibilità ad apprendere all’interno dello sviluppo della relazione;

  3. l’empatia e la gioia di vivere intesa come la capacità di trasmettere la passione;

  4. la curiosità per il mondo.


Possiamo individuare alcune categorie che racchiudono invece i principali comportamenti con i quali i genitori crescono ed educano i propri figli:

  • l’accudimento nutrizionale inteso come accoglimento e comprensione delle esigenze fisiche e alimentari

  • l’accudimento materiale che riguarda la modalità secondo cui i genitori strutturano e incoraggiano alcune attività dei bambini

  • la modalità fisica, ovvero le abilità che i bambini manifestano legate alle risposte dei genitori

  • la modalità sociale che racchiude tutti i comportamenti che mettono in atto i genitori per coinvolgere emotivamente il bambino negli scambi interpersonali

  • l’accudimento didattico, strategie messe in atto per permettere al bambino di interagire con l’ambiente.


Quali fattori influenzano il parenting?

Se lo sviluppo del bambino non può trascurare le influenze della famiglia e se il ruolo cruciale dei genitori è intrinseco alla sua crescita ed evoluzione, il parenting non è solo “ciò che il genitore fa nei confronti del figlio per indirizzarne e sostenerne lo sviluppo”, ma è un concetto multideterminato.