I colori delle emozioni

Aggiornamento: 24 nov 2021





A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni. A. Baricco - “Castelli di rabbia”








Vi è mai capitato di provare un'emozione così intensa da non riuscire a trovare le parole giuste per descriverla? Oppure di voler comunicare la vostra gioia, tristezza, rabbia, paura, sorpresa con più enfasi?

Perché non utilizzare i colori?


Sì è proprio così, i colori veicolano la nostra vita, obbediamo a loro senza saperlo e influenzano il nostro ambiente, i nostri comportamenti e il nostro linguaggio.

"Vedo rosso", "sono al verde", "sono nero", "sono bianco come un lenzuolo", tutte espressioni che almeno una volta nella vita abbiamo utilizzato e che riescono a descrivere al meglio una situazione ad esse collegata.

I colori esercitano un fascino misterioso sugli individui e ogni messaggio passa attraverso il loro utilizzo.


Ma quale significato nascondono i colori?


La psicologia dei colori è lo studio dei colori in relazione al comportamento umano.

Ha lo scopo di determinare come il colore influenza le nostre decisioni quotidiane e sul perché preferiamo un colore rispetto ad un altro.

I colori in psicologia hanno un forte valore simbolico, che dipende in parte dalle sensazioni psichiche immediate, dall’altra dalle esperienze, dal vissuto e dal carattere proprio dell’individuo.

Ogni colore ha il proprio significato e una connessione con una precisa parte del cervello che attivandola determina un’emozione o uno stato d’animo, sottolineando la loro natura psico-fisica.

Il cervello percepisce, infatti, il colore attraverso gli occhi, e le lunghezze d’onda ad esso associate tendono a stimolare la parte limbica che è responsabile delle emozioni, ma [..]bisogna considerare che la psiche umana non dipende solo da fattori neurologici, è un complesso sistema di energie consce e inconsce, caratterizzato da fantasie, desideri, affetti, emozioni.


Ma quali emozioni suscitano i colori?


Claude Monet diceva sempre che il mondo del colore era la sua ossessione quotidiana, la sua allegria e anche il suo tormento.

Prendiamo ad esempio alcuni dei colori di cui il nostro mondo è pieno.



Il blu, è il colore prediletto dai contemporanei, è un colore che potremmo dire tranquillamente che "si fa voler bene da tutti", anche se storicamente e in alcune parti del mondo non è sempre così.

Le maggiori piattaforme social lo hanno utilizzato per i loro loghi.

L’Europa, l’ONU, il Consiglio d’Europa lo hanno adottato come simbolo.

Negli USA, ad esempio, patria dei blue jeans, il blu è sinonimo di tristezza, basti pensare all’espressione “feeling blue”, o al blue Monday.

Non è un caso che nel noto cartone animato “Inside-Out” il personaggio Tristezza sia blu.

Nonostante ciò, il blu è un colore che in psicologia è sinonimo di calma e stabilità, tranquillità e serenità, altrimenti non sarebbe utilizzato in modo così massivo nel mondo del neuromarketing e dell’economia.




Il rosso, un colore deciso e orgoglioso che non nasconde la sua ambivalenza.

Pensiamo all’amore, alla potenza, se pensiamo ai fasti della Roma Imperiale, alla violenza, al fuoco e alla rabbia.

In psicologia è il colore dell’azione, del cambiamento, della rivoluzione.

È associato al colore del sangue quindi ad un temperamento forte e risoluto.

Possiamo definirlo egocentrico e non è un caso che venga utilizzato per segnalazioni di pericolo.

Non lo si può non notare!



Il giallo, un colore ambivalente, forse il colore meno amato.

Nell’iconografia medievale i personaggi spregevoli avevano gli indumenti gialli e le case dei falsari venivano imbrattate di giallo.

In francese l’espressione “rire jaune” (letteralmente ridere giallo) indica un traditore.

Il giallo, infatti, nel Rinascimento ha indicato quasi esclusivamente i traditori.

Nell’arte il colore giallo ci rimanda, sicuramente, a Van Gogh, ai suoi girasoli, ai campi di grano ed alla sua casa gialla che ha condiviso per un periodo con un altro noto artista, Gauguin.

Ma sarà stato l’avvento dell’elettricità o la maglia gialla assegnata al vincitore del Tour de France ad aver dato nuova vita a tale colore?

Oggigiorno è visto come un colore luminoso, basti pensare al sole nei disegni dei bambini, richiama una personalità vivace ed energica, ed alla gioia.

In psicologia si associa al cambiamento ma non come il cambiamento del colore rosso bensì fa riferimento ad un cambiamento temporaneo, superficiale e ballerino proprio per rimarcare la sua ambivalenza.

Gioia, un altro dei protagonisti del cartone animato “Inside out” è vestita di colore giallo e blu proprio per rimarcare un fluttuante cambiamento di emozioni, tra la gioia e la tristezza.



Il verde, un colore super presente nelle nostre vite, tutto è verde, la natura, i numeri verdi, la benzina, i cartelli autostradali, il dollaro americano, fino ad arrivare all’attuale green pass.

È un colore eccentrico, trasgressivo ed instabile.

Il verde è facile da ricavare, tutto in natura è verde ma renderlo stabile è tutt’altra cosa, in passato quando non vi erano le moderne tecnologie di oggi era impresa ardua farlo aderire sui tessuti e se si pensa alle fotografie istantanee degli anni Sessanta il primo a sparire era sempre il colore verde.

Un colore veramente instabile, il prodotto dei colori giallo e blu, ma allo stesso tempo colore simbolo della speranza e della fortuna ma anche della sorte e della malasorte, oggi rappresentato come garanzia di naturalità.

A livello psicologico è un colore resistente al cambiamento perché la persona che lo predilige è una persona equilibrata, fiera e decisa.



Il bianco, spesso ci chiediamo se sia un colore, è associato a qualcosa che non c’è, tipo una pagina bianca, all’andare in bianco, ovvero non raggiungere un risultato.

Un colore che non contiene pigmenti, ma che allo stesso tempo li contiene tutti, un colore nobile per le società antiche nelle quali veniva utilizzato tantissimo.

Garanzia di verginità, di pulizia, negli spot pubblicitari il bianco deve essere più bianco del bianco.

Il bianco è anche la luce primordiale, l’inizio della vita, l’alfa ma anche l’omega, se pensiamo ai capelli bianchi delle persone anziane e dei nostri cari nonni.

In psicologia un colore sereno, puro e d’ innocenza che apporta benessere e guarigione, tanto è vero che sembra essere il colore prediletto per l’arredamento di molti studi medici o di psicologia perché unito a colori caldi o pastello rasserena e accoglie il paziente.



Il grigio, un colore neutro, evoca tedio, malinconia ma anche saggezza e conoscenza, la materia grigia.

Per i pittori è un colore ricco di sfumature e lo si utilizza per esaltare gli altri colori.

Per la psicologia è il colore del distacco, dell’anonimato, dell’immobilità.



Dulcis in fundo, il nero, simbolo di lutto, di eleganza e di austerità.

Pensiamo al nero per aspetti negativi, le paure infantili, il buio della notte, le bandiere dei pirati.

Ma non rappresenta il colore del male in tutte le società, basti pensare che in Cina il colore del lutto è il bianco.

Oggi è sinonimo di eleganza, gli abiti di gala sono neri.

Da sempre associato al bianco e ancor di più con l’avvento della fotografia e del cinema la coppia nero-bianco è ormai indissolubile.

In psicologia, ha una connotazione negativa, rappresenta la fine e la negazione del colore stesso.

Si attenzionano spesso i bambini più piccoli quando a scuola utilizzano in modo eccessivo il colore nero nei lori disegni.

Ma come in tutte le cose è bene prestare attenzione e andare oltre le apparenze.

La mia bambina ha disegnato un sole nero di carbone appena circondato di qualche raggio arancione. Ho mostrato il disegno ad un dottore. Ha scosso la testa, ha detto:” La poverina, sospetto, è tormentata da un triste pensiero che le fa vedere tutto nero. Nel caso migliore è un difetto di vista: la porti da un oculista”. Così il medico disse ed io morivo di paura. Ma poi guardando meglio, sotto al foglio, vidi che c’era scritto, in piccolo “l’eclisse”. G. Rodari “Il sole nero”

In conclusione:


Il colore sicuramente è legato ai nostri gusti personali, alle nostre esperienze, e alle nostre differenze culturali. Tuttavia, molti studiosi se ne sono occupati, Jung ha studiato la correlazione tra colori e tipologie di caratteri fondamentali (estroversi e introversi),la psicofisiologia studia gli effetti del colore sul sistema nervoso, Max Lucher, ha inventato il test dei colori, uno strumento interessante per la conoscenza dei disagi o delle predisposizioni emotive dei soggetti, valido per tutte le età soprattutto per chi ha difficoltà ad esprimersi col linguaggio, lo stesso Freud parlando di inconscio, apre il mondo della soggettività e dell’intersoggettività, dove i colori trovano inconsciamente il collegamento con le inclinazioni dell’individuo.

Rimarcare il pensiero di autori o i molteplici studi condotti sui colori e sul collegamento con la psicologia è un aspetto importante, perché si vuol sottolineare come tutto questo non sia una pseudoscienza, anzi grazie a questi studi, oggi possiamo spiegare anche attraverso i colori le varie sfaccettature della persona, del suo temperamento, del suo comportamento e delle sue emozioni.

Nonostante tutto, bisogna sempre tenere a mente l’aspetto complesso, simbolico e storico del colore e considerarne tutte le sue sfumature, non esiste un solo verde o un solo rosso, ma molteplici tonalità di verde e rosso e questo sappiamo esser valido anche per le emozioni.


Bibliografia:

P.P. Brunelli, Il messaggio cromatico, Milano, Ikon Editrice, 2010.

M.Pastoureau e D. Simmonet, Il piccolo libro dei colori, Milano, Ponte alle Grazie, 2006.

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