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Come si difende la nostra mente?

Aggiornamento: 3 nov 2021




I meccanismi di difesa non indicano esclusivamente condizioni patologiche, ma rivestono una notevole importanza in ogni forma di rapporto, di relazione e di esperienza vita.


“Con il termine meccanismo di difesa ci riferiamo ad un'operazione mentale che avviene per lo più in modo inconsapevole, la cui funzione è di proteggerci da un pensiero, un desiderio, un trauma, una pulsione, quindi di difenderci da angoscia, paure, rabbia, e altre emozioni.

Cerchiamo di escludere questi impulsi dalla consapevolezza, per renderne improbabile l'espressione.

...Il pensiero è pur sempre il padre dell'azione...come dice un proverbio.


Cosa succede quindi?

Quando questi impulsi cercano di emergere, si diventa apprensivi, come quando ci si trova di fronte ad un reale pericolo.


La mente umana controlla le proprie funzioni (percezioni, memoria, linguaggio, intelligenza, attenzione, etc.) in modo inconsapevole. Per esempio nel linguaggio, quando cerchiamo di esprimere dei pensieri verbalmente, le funzioni dirigono e organizzano i nostri pensieri in modo da consentire di essere espressi correttamente, come e nella forma che intendevamo.


In natura, gli animali si difendono con gli artigli, come il leone per esempio, o scappando come il coniglio,.. l'opossum si finge morto invece. Insomma ogni animale ha la sua strategia. Noi esseri umani ci difendiamo anche attraverso i meccanismi di difesa e la scelta di uno o l'altro avviene inconsapevolmente, generando determinati comportamenti di risposta.


Ma vediamone insieme alcuni:


PROIEZIONE

Si attribuiscono pensieri che causano angoscia ad altre persone e oggetti nel mondo esterno piuttosto che a se stessi.


E' un meccanismo molto frequente in ognuno di noi. E' un’operazione mentale che ci protegge dal provare eccessiva ansia.

Si rinnegano i propri sentimenti, le proprie intenzioni, la propria esperienza e qualità che non accettiamo, attribuendoli agli altri.

Se tendiamo a reprimere la rabbia è molto probabile che la proietteremo su altri e questo ci porta ad avere un atteggiamento ostile, sospettoso, prevenuto verso chi ci circonda.

Lo stesso avviene quando siamo innamorati: all'inizio di una storia, tendiamo a proiettare sull'altro qualità positive, desideri e aspettative, arrivando ad idealizzarlo come il partner perfetto!


SPOSTAMENTO

Un impulso, una minaccia o un sentimento interno, viene inconsciamente spostato verso un oggetto esterno (persona o situazione) che viene percepito come pericolo o ostacolo.


Consiste nel proiettare un impulso (ad esempio aggressivo), un sentimento persistente (rabbia o paura) o un desiderio inconsciamente vissuto come inaccettabile, al di fuori di noi, ad esempio su una persona (un partner, un parente o amico, un datore di lavoro), un oggetto animato o inanimato (un animale, un veicolo) o una situazione (spazi aperti o troppo chiusi ad esempio). Lo spostamento permette così di dirigere la nostra angoscia e frustrazione su quell'oggetto esterno "salvando" noi stessi.

Nella normalità lo vediamo quando scarichiamo su qualcuno la nostra collera: dopo una giornata di lavoro in cui abbiamo litigato col direttore d'ufficio, torniamo a casa e ci arrabbiamo per una banalità con il partner oppure con le notizie alla tv! E' molto evidente anche nei bambini: se vengono sgridati o stanno vivendo un momento di disagio possono scaricare la frustrazione colpendo e gettando a terra oggetti o coetanei.

Secondo le teorie psicoanalitiche classiche è anche alla base delle fobie. Esempio: una donna scopre che il marito la tradisce ma essendo di carattere remissiva e di poche pretese, non riesce ad esprimere la rabbia che prova. Col tempo arriva a sviluppare una paura paralizzante per i temporali. Sposta la sua rabbia interna verso una situazione. Perché proprio i temporali e non altro? Perché sono legati alla sua infanzia, a ricordi negativi legati al suo passato.


RIMOZIONE

Processo attraverso il quale impediamo ad un pensiero minaccioso di divenire consapevole, attraverso la negazione o la dimenticanza.