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Il disturbo da gioco d'azzardo. Cos'è e come curarlo.


"Il gioco d'azzardo è il migliore modo per ottenere nulla da qualcosa." Wilson Wizner


Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) riconosce il gioco d’azzardo patologico come un disturbo psichiatrico, denominandolo nella sua ultima versione, "Disturbo da gioco d’azzardo". Il suo esordio in genere avviene nell’adolescenza o nella prima età adulta ma può manifestarsi anche in tarda età.

Il giocatore d’azzardo desidera arricchirsi scommettendo poco denaro, sperando così di cambiare la propria vita (slot machine, lotterie, carte e così via); questo desiderio si trasforma in un pensiero fisso, un obiettivo da raggiungere ad ogni costo. Purtroppo, spesso si cade nel vortice del gioco e la persona inizia ad avere delle gravi perdite finanziarie accompagnate da problemi legali, in quanto scommette più di quello che possiede. E’ inoltre altamente possibile che il soggetto con disturbo da gioco d’azzardo metta a repentaglio le proprie attività lavorative, personali e familiari.

Il DSM 5 classifica il livello di gravità del disturbo in: medio (soddisfa 4-5 criteri), moderato (soddisfa 6-7 criteri) e grave ( soddisfa 8-9 criteri).

Situato nell’area delle dipendenze patologiche è caratterizzato dall’incapacità di resistere alla tentazione persistente, ricorrente e maladattiva di giocare somme di denaro elevate. Si tratta di un comportamento problematico che porta a stress e a un peggioramento clinicamente significativo nella vita della persona. Per diagnosticare questo disturbo devono essere presenti nell’individuo 4 (o più) dei seguenti sintomi per un periodo di almeno 12 mesi:

  • ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata;

  • è irritabile o irrequieto quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;

  • ha ripetutamente tentato senza successo di controllare, ridurre, o interrompere il gioco d’azzardo;

  • è eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo;

  • spesso gioca quando si sente a disagio;

  • dopo aver perso soldi al gioco, spesso torna un altro giorno per rifarsi;

  • mente per nascondere il coinvolgimento nel gioco d’azzardo;

  • ha messo a repentaglio o ha perso una relazione significativa, il lavoro, lo studio o una opportunità di carriera a causa del gioco d’azzardo;

  • fa affidamento su altri per cercare denaro ed alleviare le disperate situazioni finanziarie causate dal gioco d’azzardo.

La maggior parte delle persone con disturbo da gioco d’azzardo, può essere altamente competitiva; sembrano ricercare l’avventura, sovrastimando le proprie abilità di calcolo delle probabilità di vincita puntando cifre di denaro sempre più alte, illudendosi di poter recuperare in questo modo anche il guadagno perso in precedenza. A volte, pur di ottenere altro denaro da poter giocare, mettono in atto dei comportamenti antisociali, quali furto, frode o contraffazione.


Come curare il disturbo da gioco d’azzardo

Curare il disturbo da gioco d’azzardo significa riuscire a smettere di giocare e soprattutto riuscire a non ricominciare a giocare. Prima o poi, si rischia di ricadere negli stessi vecchi e distruttivi modelli comportamentali; accade infatti che la persona, quando smette per un periodo di giocare, riprenda successivamente a rifarlo anche più di prima, causando:

  1. Gravi perdite di denaro.

  2. Perdite di occasioni lavorative.

  3. Perdita di relazioni affettive significative.

  4. Messa a repentaglio della propria autostima.

  5. Disturbo depressivo indotto dal gioco.

  6. Perdita della fiducia da parte dei familiari ed amici.

  7. Nascita e sviluppo di altri abusi (alcol, nicotina, ecc).

Per diversi motivi, solo una piccola parte dei giocatori patologici cerca realmente un aiuto, ritardando pertanto la messa in atto di un trattamento corretto.

Recenti ricerche hanno individuato, a livello neurobiologico, lo stesso meccanismo d'azione delle sostanze psicoattive (droghe o alcol): il comportamento del gioco d'azzardo aumenta i livelli di dopamina in determinate aree cerebrali, in particolare nel sistema meso-limbico, noto come "circuito della ricompensa"; ciò comporta, a lungo andare un comportamento compulsivo, questo significa che la persona vorrebbe smettere di giocare ma non ci riesce. Questo ostacola ovviamente il trattamento ed è il motivo per cui il DSM inserisce il gioco d'azzardo tra le dipendenze patologiche.

Il gioco d'azzardo, classificandosi come disturbo da dipendenza patologica, trova un grande riscontro terapeutico nella psicoterapia ad orientamento cognitivo comportamentale. Questo tipo di approccio è particolarmente indicato soprattutto nelle dipendenze, perché aiuta, ristrutturando i propri processi cognitivi, a mantenere l' astinenza dal gioco, utilizzando pratiche efficaci di controllo e gestione dello stress , riducendo pertanto il rischio della ricaduta.

Molto utili sono anche i gruppi di auto-aiuto, che prevedono un percorso intrapreso tra persone che hanno lo stesso tipo di problema; questo comporta l' eliminazione del giudizio e l'emersione empatica del gruppo. Il programma terapeutico all' interno dei gruppi prevede una serie di incontri al fine di promuovere una condivisione esperienziale, che diventa l'incentivo a reagire. L'importanza dei gruppi permette al dipendente patologico di trovare uno spazio sicuro da cui può trarre maggiore energia, comprensione empatica e capacità resilienti nella gestione della sua dipendenza. A volte è richiesto l’utilizzo di una terapia farmacologica, come gli SSRI e gli stabilizzanti del tono dell’umore, che agiscono sull’impulsività; questi non sostituiscono il lavoro del terapeuta.

Il trattamento è dunque complesso, segue un attento percorso di valutazione ed è altamente individualizzato a seconda del caso. Prevede l'integrazione di più presidi terapeutici ed il coinvolgimento attivo della famiglia soprattutto per sostenere la persona nella gestione quotidiana del disturbo.