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L'importanza di meravigliarsi

Aggiornamento: 19 set 2022


Gli scienziati dicono che siamo fatti di atomi, ma un albero mi ha sussurrato che siamo fatti di sogni, un’onda mi ha detto che siamo fatti di viaggi, un bambino che gioca con le fate mi ha raccontato che siamo fatti di meraviglia.
F. Caramagna

Viviamo in un mondo frenetico, dettato da ritmi incessanti, alcune volte insostenibili.

La mattina ci svegliamo e abbiamo già la testa piena di cose da fare.

Il lavoro, la casa, i figli, la famiglia e pensieri inutili, occupano gran parte delle nostre giornate.

Le pause non sono contemplate, i momenti d’ introspezione svaniti in un tempo ormai remoto.


Ma a fronte di tutto ciò, l’uomo è ancora capace di provare stupore e meraviglia di fronte ad un paesaggio o ad un’opera d’arte?


“Chi non riesce più a provare stupore e meraviglia è già come morto e i suoi occhi sono incapaci di vedere” A. Einstein.

Alimentare lo stupore tutti i giorni è un po' come tornare bambini.

I bambini attraverso la meraviglia conoscono il mondo e sono felici di ogni nuova scoperta.

Gli adulti sembrano non essere in grado di meravigliarsi, nulla risulta entusiasmante ad eccezione di scosse importanti alla routine.

Sbagliare strada durante un viaggio spesso è fonte di nervosismo e malumore perché ritardiamo l’arrivo verso un posto prefissato ma spesso non pensiamo che quell’errore ci avrebbe portato a vedere luoghi mai visti prima.

La meraviglia ai nostri giorni viene percepita come una sorta di minaccia che ci porta fuori dalla nostra comfort zone.

In realtà, come affermato dagli studiosi P. Ekman e W.V. Frieser, la meraviglia è una della sei emozioni di base perché capace di attivare il circolo emotivo e quindi anche le altre emozioni.

Meravigliarsi, quindi, è fondamentale anche per la salute.

Lo stupore, infatti, attiva il rilascio di neurotrasmettitori e ormoni che rinforzano lo stato dell’umore generando benessere e riduzione di stress.


Quando si parla di meraviglia a molti viene alla mente una qualsiasi forma di arte. L’arte risulta essere un terreno privilegiato ed è così che un insegnante propose alla sua classe di osservare un dipinto e chiese di raccontare ciò che stavano provando.

Molti, non provando interesse, dissero che sarebbero riusciti a disegnarlo anche loro, alcuni dissero "a me non piace", in pochi si chiesero cosa avesse spinto l’artista nella creazione e che cosa rappresentasse l'opera.


Quindi come potremmo comprendere e apprezzare un’opera d’arte se non conosciamo l’autore, la sua vita, le sue inquietudini e le sue passioni?


La risposta è meravigliandoci, perché è il mezzo più efficace e sicuro nel condurci sulla strada della conoscenza.

Una cosa la “vedi” solo se l’ammiri, la ami se la conosci.


Ma cosa succede nel nostro cervello quando osserviamo un’opera d’arte?


Una delle funzioni primordiali del cervello è di acquisire conoscenza sul mondo.

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