top of page

LEGA-ME : L'arte di unirsi per formare delle Unità.





Quando due anime si scelgono reciprocamente, insegnano e imparano cos'è l'amore, un donarsi e regalare dando vita ad un'alchimia di profonda e magnetica attrazione dove nulla è più un segreto, dove tutto è "noi". Mena Lamb





Il termine LEGAME dal latino LIGARE, traduce l'espressione "Stringere, avvolgere qualcosa o qualcuno". In chimica il legame si riferisce invece alla forza di attrazione tra due o più atomi che riunendosi tra loro, si aggregano per formare molecole più o meno stabili.

Se volessimo riportare il termine legame all'ambito psicologico, faremmo certamente riferimento ad una delle più importanti e significative manifestazioni che identificano l'essere umano: l'attaccamento.

Il relazionarsi con l'altro è un'abilità specifica che consiste in un gioco perfetto di equilibri e scambi reciproci, in quella che è la palestra per eccellenza delle relazioni, la Vita!

L' arte di tessere dei legami permette all'individuo di :

  • Formare la sua personalità;

  • Riconoscere la sua individualizzazione;

  • Rivalutare la sua appartenenza;

  • Socializzare semplicemente interagendo con l'altro;

  • Modellare il proprio comportamento ed acquisire nuovi modelli comportamentali;

  • Poter sperimentare le regole della propria società di appartenenza.


Il primo amore non si scorda mai...


Il primo legame che l'uomo si trova a sperimentare è quello che segnerà la sua vita più di ogni altra relazione, ed è il legame materno. Già nella dimensione intrauterina, il bambino riconoscendo il suono della voce della sua mamma sarà in grado di distinguerlo da quello degli altri, percepirà il battito del suo cuore e come una ninna nanna lo riporterà cullandolo in una dimensione simbiotica. Dalla nascita in poi la relazione che il bambino instaurerà con il caregiver, la figura che si prenderà cura di lui ( per lo più identificata con la madre, ma può essere sostituita anche dal padre o da una figura surrogata),rappresenterà una fase importantissima di imprinting verso tutte le relazioni future. John Bowlby, padre della teoria dell'attaccamento, vissuto a Londra nel secolo scorso, parlando appunto dei M.O.I. ovvero dei Modelli Operativi Interni (schemi comportamentali che il bambino acquisisce attraverso l'osservazione parentale), sottolineò l'importanza della responsività materna ai bisogni del bambino, non solo di quelli fisiologici ( intesi come l'appagamento della fame o del sonno), ma anche e soprattutto di quelli affettivi. Fu Donald Winnicott, illustre pediatra inglese, qualche anno più avanti ad identificare i bisogni affettivi che una madre sufficientemente buona dovrebbe riservare al proprio bambino:

  • Handling: l'attitudine a prendersi cura fisicamente del bambino attraverso il tocco;

  • Holding: l'abilità al contenimento protettivo sia fisico che affettivo;

  • Object Presenting: la capacità del caregiver di interpretare le richieste oggettive da parte del bambino.

Se durante i primi 3 anni di vita, il bambino percepirà la base sicura, respirando un clima familiare di protezione , tutela ed accoglimento delle sue paure, egli sarà pronto ad esplorare l'ambiente circostante, sviluppando una predisposizione fiduciosa, empatica, di apertura e disponibilità verso gli altri. Di conseguenza il bambino che avrà sperimentato durante l'infanzia queste sensazioni, da adulto diventerà una figura di riferimento affidabile e solida sia in ambito familiare, che sociale .

Purtroppo non tutti gli stili di attaccamento materno risultano " sicuri" e idonei nel trasmettere queste qualità ai propri bambini, infatti qualche anno più tardi Bowlby in collaborazione con Mary Ainsworth durante l'osservazione di uno studio sperimentale, denominato " Strange Situation", osservando le coppie mamma-bambino riconobbe altri 3 stili di attaccamento disfunzionali già a partire dai primi anni di vita. I due ricercatori classificarono dunque :

  • Attaccamento insicuro;

  • Attaccamento evitante;

  • Attaccamento disorganizzato.

Dagli studi longitudinali (ricerche scientifiche osservazionali che analizzano lo stesso oggetto di studio per un lungo periodo di tempo, generalmente compiute nell'arco di dieci anni) eseguiti sulle coppie disfunziona