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Lo stress "padrone" del nostro mondo privato e lavorativo


La parola stress ha preso sempre più piede nelle nostre vite, è un “condizione” essenziale dell’esistenza, “ il sale della vita” come viene definito nel libro di Pellegrino ed Esposito che riguarda proprio il burn-out, mobbing e malattie da stress. Esso ci spinge a cercare un equilibrio tra le quotidiane pressioni e minacce del mondo esterno e interno in relazione alla nostra storia personale e alle nostre aspettative. Un continuo lavoro di adattamento e riadattamento dalla quale si può uscire vincitori o vinti in base a come abbiamo reagito e in che modo alla minaccia; chiamata stimolazione (stressor). Abbiamo in qualsiasi momento stimoli positivi e stimoli negativi e, così, di conseguenza possiamo definire anche lo stress, quello positivo viene detto eustress e quello negativo invece distress; essi conducono la persona a una condizione di benessere o malessere. Nella vita di ogni giorno le difficoltà sono tantissime e, in condizioni normali ogni persona ha un proprio livello di tensione massima alla quale fare fronte, un livello base di attivazione, definito arousal psicofisiologico; per progettare la propria esistenza (eustress-positivo). Ma, purtroppo, esiste una soglia limite, di massima tensione dove la tolleranza viene meno, non si resiste più e la persona entra in una condizione di disadattamento e cioè distress che ha conseguenze negative sull’individuo. Dobbiamo fare però una premessa e cioè che ogni individuo è un soggetto unico e in quanto tale è differente dagli altri, differente è il modo di essere, di pensare di fare e dunque di reagire agli eventi; agli stimoli. Vi sono individui più vulnerabili e individui meno vulnerabili allo sviluppo di quadri psicopatologici. L’organismo è sempre in relazione con l’ambiente e deve essere sempre pronto a modificarsi in relazione ad esso facendo si che esso abbia un funzionamento ideale.


LO STRESS COME RISPOSTA FISIOLOGICA AGLI STIMOLI

Qualunque fattore di “disturbo” è un fattore di stress perché lo stress è un “segnale di allarme” riguardo a qualcosa che turba, ma per capire bene cos’è veramente questo stress dobbiamo fare riferimento a quella che fu la definizione fatta da Hans Seyle (endocrinologo viennese) nel 1979, esso lo definì come:


Una reazione aspecifica dell’organismo a qualsiasi stimolo esterno e interno, di tale intensità da provocare meccanismi di adattamento e riadattamento atti a ristabilire l’omeostasi”.


Una sorta di compromesso, ed è proprio il significato che il suo nome di origine latino “strictus” significa. I primi esperimenti fatti per verificare quanto accadesse in situazioni di minaccia vennero eseguiti sugli animali, somministrando ormoni ovarici bovini (stressor) alle cavie creando così alterazioni morfologiche e patologiche. Cosa ricercavano? Perché lo facevano? Per comprendere come l’essere umano risponde in situazioni di stress, in questo caso la cavia, l’animale; come esso si adatta alla nuova situazione. E' stata così dimostrata sperimentalmente la famosa Gas, Sindrome Generale di Adattamento che si attiva in queste situazioni e si suddivide in tre fasi:

Fase di allarme-reazione

Fase di resistenza o depersonalizzazione

Fase di esaurimento (ridotta efficacia)

Si inizia dunque con il percepire la minaccia, la si elabora, si cercano le risorse per fronteggiare l’emergenza e, si cerca di resistere, rispondere al meglio cercando di superare la crisi. Ma quando lo stress è alto, si resiste ben poco o meglio all’inizio sembra facile, ci si abitua quasi, poi si crolla; non si regge più. Come abbiamo già detto prima, l’adattabilità della persona, dell’organismo, ha dei limiti che non posso essere superati. Esso crolla. Lo stress è “l’equalizzatore” delle funzioni biologiche ma quando è sempre attivo e cioè cronico rischia di divenire psicosomatico e dare origine alla patologia che può essere fisica o psichica. Esso logora silenziosamente fino a quando non si hanno i primi segnali evidenti come ansia, stanchezza, depressione, vuoti di memoria…Può essere codificato in correlati psichici, fisici, comportamentali e psicosomatici che rappresentano il risultato, la risposta a quel processo di adattamento di cui parlavamo prima.


DISTURBI CORRELATI A STRESS

Quando trattiamo questi disturbi dobbiamo fare riferimento al DSM 5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’American Psychiatric Association la cui raccolta riprende la classificazione delle malattie e dei problemi relativi alla salute sulle sindromi e i disturbi psichici e comportamentali dell’OMS. Alcuni tra i più importanti disturbi classificati nel DSM sono:

• Disturbi da trauma e stress

• Disturbo Post Traumatico da Stress (sottotipo età

• prescolare e sottotipo dissociativo)

• Disturbo acuto da stress

• Disturbi dell'adattamento

• Disturbo reattivo dell'attaccamento

• Disturbo da comportamento sociale disinibito


Gli eventi scatenanti possono essere:

• Diretta esperienza di un evento traumatico

• Testimone di un evento traumatico

• Viene a conoscenza di un evento traumatico accaduto a famigliari o amici stretti morte o minaccia di morte per fatto violento o accidentale)

• Esperienza diretta estrema o ripetuta a particolari raccapriccianti (non attraverso i media, le immagini, la televisione o i film, a meno che non siano legati al lavoro)