𝑀𝑎𝑔𝑖𝑎 𝑜 "𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘇𝗶𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗮𝘂𝘁𝗼-𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗮"?

Aggiornamento: 11 nov 2021

Si chiama self fulfilling prophecy, meglio nota come profezia che si auto-avvera, uno dei fenomeni più studiati in psicologia sociale . Il sociologo Robert Merton fu il primo ad adottare questa definizione nel 1948, descrivendo questo fenomeno come “una supposizione o profezia che, per il solo fatto di essere stata pronunciata, fa realizzare l’avvenimento presunto o aspettato, confermando in tal modo la propria veridicità


Quante volte ci siamo detti: “so già che andrà a finire così!” e alla fine “accade proprio quello che temiamo!”.

Se pensiamo effettivamente agli effetti dell’ipnosi o all’effetto placebo, notiamo lo stesso

meccanismo. Entrambi i fenomeni si verificano perchè alla base c'è la motivazione, il desiderio che l'evento si avveri. Accade grazie alla suggestionabilità umana.


La suggestione infatti utilizza la parola:

"La parola è un gran dominatore che, con un corpo piccolissimo e invisibilissimo, divinissime cose sa compiere; riesce a calmare la paura, a eliminare il dolore e portare felicità e a ispirare la pietà… E che la persuasione, congiunta con la parola, riesca a dare all’anima l’impronta che vuole, ce lo insegnano soprattutto i discorsi degli astronomi, i quali, sostituendo ipotesi a ipotesi, distruggendone una, costruendone un’altra, fanno apparire agli occhi della fantasia l’incredibile e l’incomprensibile; in secondo luogo le gare oratorie, nelle quali un discorso scritto con arte, ma non ispirato a verità, suole dilettare e persuadere la folla; in terzo luogo le schermaglie filosofiche, nelle quali si rivela anche con che rapidità l’intelligenza facilita il mutare convinzioni della fantasia. C’è tra la potenza della parola e l’ufficio dell’anima lo stesso rapporto che tra l’ufficio dei farmaci e la natura del corpo. » (Gorgia)


Esempio: penso che prima o poi il mio matrimonio finirà. Quindi mi comporto come se fosse già finito ...questo pensiero e questa credenza mi portano a mettere in atto una serie di comportamenti che portano alla rottura, litigi, conflitti....fino al punto da condurre la storia alla chiusura.


Quindi questa profezia incide sulla visione che gli individui hanno di loro stessi, del loro modo di apparire con gli altri e con il mondo. Per questo si creano schemi stabili, rigidi, di comportamento che ovviamente si ripeteranno nel tempo confermando la propria visione delle cose. Ogni comportamento è messo in atto con lo scopo di validare il pensiero e la credenza iniziale. Quindi se crediamo in qualcosa che sia reale, questo orienterà le nostre azioni, le nostre emozioni e i nostri comportamenti, in modo da confermare la nostra teoria. Di conseguenza anche l'altro agirà orientato dai nostri atteggiamenti, creando un circolo vizioso.


E' bene sottolineare che tutto questo non avviene con consapevolezza.

La persona non si rende conto che sta mettendo in atto dei comportamenti disfunzionali , ma questo modo di agire sulla base di convinzioni, pregiudizi e percezioni errate, può portare all’autoinganno.


Cosa possiamo fare quindi?

Imparare a riconoscere i nostri pensieri, le nostre emozioni che condizionano il modo di percepite la realtà; comprendere quando siamo ancorati a credenze che potrebbero orientarci e guidarci verso una conclusione già pianificata a priori.


Fortunatamente il risvolto positivo della profezia che si autoavvera è che possiamo utilizzarla a nostro favore.

Possiamo farne una vera guida, per ottenere ciò che desideriamo.


Cominciamo a pensare di potercela fare, perché, proprio come dice la profezia, se crediamo che una cosa possa avverarsi, allora ci sono molte probabilità che essa accada davvero. Un atteggiamento positivo e motivato, è fondamentale!

Ovviamente non dobbiamo allontanarci da un sano realismo.


Si parte quindi proprio dal linguaggio, dal modo in cui ci raccontiamo le cose, costruiamo convinzioni pericolose.


Evitiamo frasi come:

“Non posso cambiare, sono sempre stato così” “Non ce la farò mai” “So come andrà a finire”

«Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze». THOMAS


Altri fenomeni simili oggetto di studio in psicologia e sociologia comprendono:

  • l'effetto aspettativa;

  • l'effetto Hawthorne;

  • l'effetto placebo;

  • l'effetto Pigmalione.

Per esempio, L'effetto Pigmalione, noto anche come effetto Rosenthal, deriva dagli studi classici sulla "profezia che si autorealizza" il cui assunto di base può essere così sintetizzato: se gli insegnanti credono che un bambino sia meno dotato lo tratteranno, anche inconsciamente, in modo diverso dagli altri; il bambino interiorizzerà il giudizio e si comporterà di conseguenza; si instaura così un circolo vizioso per cui il bambino tenderà a divenire nel tempo proprio come l'insegnante lo aveva immaginato.




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