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Manipolazione e vittimismo: due facce della stessa medaglia.

Aggiornamento: 16 giu 2022

E' meglio capitare tra i corvi che tra gli adulatori, gli uni divorano i cadaveri, gli altri divorano i vivi. (Antistene)

Cos'è la manipolazione psicologica?

Generalmente la manipolazione psicologica è una forma di influenza emotiva e cognitiva che ha lo scopo di cambiare la percezione ed il comportamento altrui. A volte può sfociare nel vero e proprio abuso psicologico.

Esistono diverse forme di manipolazione, più o meno subdole e più o meno rischiose in molti ambiti della vita: sentimentale, lavorativa, sociale.

L'obiettivo di questo articolo è cercare di descrivere in linea generale questo meccanismo, con cui tutti prima o poi arriviamo a confrontarci. Ci sono casi gravi e patologici ma ci sono casi tipici della quotidianità che creano comunque disagio e che quindi è necessario conoscere per evitare di diventare "vittime" inconsapevoli e instaurare relazioni interpersonali sane e gratificanti.


Chi è il manipolatore?

Il manipolatore è una persona che mira a gratificare i propri bisogni e desideri a spese degli altri. Benché nell'immaginario collettivo il manipolatore è una persona perfida e fredda, in realtà sono più comuni i casi in cui la persona manipola senza esserne pienamente consapevole perché diviene parte integrante della personalità. Nel caso ad esempio di personalità narcisistiche, antisociali o istrioniche la manipolazione è una modalità di entrare in relazione con l'altro. E' l'unica modalità relazionale che conoscono senza averne piena consapevolezza.


Perché esiste la manipolazione?

La Psicologia sociale si è molto occupata della Comunicazione persuasiva (famosi i lavori di Robert Cialdini) e delle modalità di reagire alla manipolazione (agita da parte dei mass media, del gruppo di appartenenza, dal contesto socioculturale allargato) o di sfruttarla a fini commerciali, politici, sociali.

Esistono però tantissime situazioni di vita, relazioni intime o amicali, rapporti di lavoro, nelle quali subentra un meccanismo relazionale manipolatore-vittima che causa profondo disagio ma dal quale è difficile svincolarsi.

Il soggetto manipolatore può essere chiunque: il proprio partner, un amico, il proprio datore di lavoro o collega, un vicino di casa, un parente.

Ci troviamo assoggettati alla volontà di qualcun altro senza rendercene conto.

La personalità narcisista è caratterizzata da un senso di sé grandioso, di onnipotenza e superiorità rispetto agli altri. Tale grandiosità però nasconde un profondo difetto di autostima. I cosiddetti "narcisisti" hanno costantemente bisogno di essere apprezzati, ammirati dagli altri per poter mantenere alto il loro standard di autostima: vivono in funzione degli altri.

Il narcisista solitamente tende ad utilizzare le persone, soprattutto parenti, amici e partner , come fossero specchi della propria grandiosità: idealizza l'altro, lo fa sentire importante, è seducente e adulatore, può sembrare li partner ideale per poi arrivare a svalutare aspramente la persona, colpevolizzarla, criticarla quando sente che non risponde più alla sua necessità di essere ammirato, elogiato, sostenuto in ogni impresa (anche poco realistica).

Non a caso infatti le persone che tendono a legarsi con i narcisisti sono caratterizzate da tratti di personalità dipendenti.

I dipendenti hanno costantemente bisogno dell'Altro per poter vivere: delegano ad altre persone qualsiasi scelta, anche banale della vita quotidiana; evitano lo scontro, nascondendo anche ciò che pensano realmente e sopprimendo emozioni quali rabbia o tristezza pur di evitare la possibilità di allontanarsi dall'altra persona. Tentano di assumere la posizione, gli atteggiamenti e le opinioni dell'Altro per piacere di più, possono giungere anche a veri e propri sacrifici pur di non abbandonare la relazione, che è l'unica fonte di sicurezza e l'unica cosa da proteggere, anche a costo di annullarsi completamente. Il dipendente esiste solo in funzione della relazione.


Ci sono poi le personalità antisociali, sino ai casi più gravi di psicopatia e sociopatia: in questi casi la manipolazione diventa uno strumento per perseguire due scopi fondamentali: dominare gli altri (per evitare di essere sottomessi) ed evitare punizioni o doveri. Anche in questi casi si tratta di persone che necessariamente si rendono gradevoli agli occhi degli altri ma possono anche arrivare al ricatto vero e proprio.


Caratteristiche della manipolazione

Esistono diversi modi per essere manipolati senza che ce ne rendiamo conto (spesso persino il manipolatore non è cosciente di usare una vera e propria tecnica). Conoscerli è importante per evitare di subire inganni e ingiustizie.


-AMBIGUITA': il manipolatore cambia costantemente in base ai suoi scopi e al contesto.


- PROIEZIONE E DERESPONSABILIZZAZIONE: il manipolatore proietta (sposta) le sue caratteristiche negative sull'altro facendogli credere che ha la colpa di come vanno male le cose.


- GENERALIZZAZIONE: il manipolatore usa spesso frasi vaghe, aforismi, complimenti e adulazioni senza un vero riscontro, per sembrare intellettuale e per sedurre con le parole.


-EGOCENTRISMO: gli obiettivi del manipolatore sono sempre più importanti dell'altro.


-RICATTO EMOTIVO: spesso il manipolatore conosce molto bene i punti deboli della vittima e li userà per ricattarla implicitamente.


Vittimismo come forma di manipolazione psicologica

"E' colpa tua se non posso vivere la mia vita come voglio"
"Tranquillo esci pure tanto sono abituato a fare tutto da solo"
"Tranquilla vai pure se ho bisogno chiederò a tuo fratello, anche se è sempre molto impegnato"