Come migliorare le nostre "relazioni"

Aggiornamento: 27 giu


Cosa significa “comunicare?

Significa “mettere in relazione”, condividere non solo informazioni ma parti di sé.


Una comunicazione è efficace proprio quando riesce a creare una relazione tra i due interlocutori e a creare cambiamenti in entrambi (più o meno evidenti). Ecco perché comunicare è un processo molto complesso: non è semplice trasmissione di informazioni ma è RELAZIONE.


Come tutte le relazioni implica razionalità ma anche emozioni, ascolto attivo e intenzionalità, consapevolezza, capacità di regolare le proprie emozioni e il proprio comportamento, in funzione dell’interazione e dello scopo che vogliamo raggiungere.


Se ad esempio sto discutendo con il partner perché voglio che mi aiuti di più nelle faccende domestiche dovrò cercare di non essere aggressiva, di comprendere il suo punto di vista, di partire da come lui è vissuto prima di me, che idea ha dell’ordine e della pulizia, e della relazione di coppia…. Non è per niente facile….. rende l’idea di quanto sia complesso il processo di comunicazione e di quanto invece sia facile litigare proprio per delle difficoltà comunicative.


Sono proprio le differenze a creare le incomprensioni che alzano le barriere nella comunicazione tra noi e gli altri.

Quando parliamo con una persona entrano in gioco tante variabili, più o meno intenzionali: parole, gesti, espressione del volto, tono di voce, pause, sospiri… Nemmeno ci rendiamo conto di quanto comunichiamo senza bisogno di parlare! E questo influenza l’altro in modo molto potente: dallo sguardo del mio interlocutore o dalla sua postura mentre parla posso capire se mente o se sta nascondendo qualcosa, se è interessato o no, se vuole manipolarmi o meno.

Le parole sono solo la punta dell’iceberg. Sono la superficie…. sotto c’è la verità.

Posso nascondere il mio affetto per una persona con le parole ma non posso farlo col corpo: arrossirò, magari balbetterò ogni tanto, stringerò le dita delle mani di fronte a quella persona, volgerò lo sguardo quando mi guarda, ecc.

Anche il silenzio è una forma di comunicazione: se sto zitta ti comunico che NON VOGLIO PARLARE CON TE, oppure che sono triste, arrabbiata, intimidita, ecc….


Qualcuno vi ha mai detto “parli proprio come tua madre?” già… ci sono anche gli schemi relazionali che influenzano il nostro modo di comunicare, qualcosa che abbiamo interiorizzato sin da piccoli e ci guida senza che ce ne rendiamo conto!

Per tutto questo è necessario non solo conoscere le caratteristiche fondamentali della comunicazione ma è essenziale prendere consapevolezza di tutte le variabili in gioco che ci influenzano: emozioni, schemi mentali, modelli relazionali, convinzioni.

Ad esempio:

Il Modello di Intelligenza Emotiva presuppone tre domande a cui rispondere mentre comunichiamo:

  • COSA?- AUTO-CONSAPEVOLEZZA riguarda l’aumento della coscienza di sé, la capacità di riconoscere le proprie emozioni,le abitudini o i preconcetti che ci possono condizionare. Ad es. comprendere cosa ‘ci fa scattare’ o ‘ci fa sentire feriti’ è il primo passo verso un cammino evolutivo;

  • PERCHÉ’? – AUTO-DIREZIONE è la volontà di allineare le nostre scelte giornaliere o a medio/lungo termine, riconoscendo loro uno scopo più ampio. Fare ciò significa attribuirci un ruolo e una potenzialità positiva e assertiva.

  • COME? – RESPONSABILITÀ’ DELLA SCELTA si riferisce all’assumersi la responsabilità di rispondere in modo intenzionale ad una richiesta. Ciò consente di direzionare i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni, evitando di reagire in modo inconsapevole.

La maggior parte dei problemi con le persone nasce proprio dalla mancata consapevolezza di cosa significhi comunicare efficacemente! E non si parla di strategie di persuasione ma di meccanismi, spesso involontari che caratterizzano il nostro modo di relazionarci e che a volte ci creano disagi.

Per conoscere tali meccanismi è fondamentale lavorare su se stessi, imparare a conoscersi, ad ascoltare e regolare le proprie emozioni. Se ci riusciamo saremo in grado di ascoltare veramente anche l’altro e a comunicare efficacemente (senza bisogno di strategie).

Con la mindfulness si può lavorare sulla relazione e sulla comunicazione, sugli schemi disfunzionali, sulle barriere e sulle emozioni.


Fortunatamente la mindfulness, indipendentemente da come ognuno è stato cresciuto e dalle esperienze vissute durante l’infanzia, ci fornisce la capacità di riconoscere i nostri vecchi schemi di comportamento abituale, di comprendere il nostro passato, accettando le nostre esperienze.

Applicare la mindfulness nelle relazioni, ci permette di essere più empatici e pazienti verso i sentimenti degli altri.


Attraverso la consapevolezza è possibile uscire dalla nostra visione delle cose che che ci fa reagire automaticamente sotto la guida dei vecchi schemi di comportamento disfunzionali, verso un azione intenzionale.


Bibliografia:

  • Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell'intelligenza, H. Gardner, trad. L.Sosio, Feltrinelli, 2013

  • Intelligenza emotiva, D. Goleman, Rizzoli Ed., 2011

  • Fondamenti di psicologia della comunicazione, L.Anolli, Il Mulino, 2012

  • Mindfulness. Al di là del pensiero, attraverso il pensiero, Z.V.Segal et al., Bollati B., 2014


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