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Natura e Benessere psicologico

Aggiornamento: 22 feb 2022






"L’uomo si sente isolato nel cosmo, perché non è più coinvolto nella natura e ha perso la sua emotiva “identità inconscia” con i fenomeni naturali. Il suo contatto con la natura è scomparso e con esso è scomparsa la profonda energia emotiva che questa connessione simbolica forniva." Carl Jung





Agli inizi degli anni ’90 a Berkeley, in California, nasce l’Ecopsicologia, una nuova scienza in continua evoluzione, creata dall’incontro tra Psicologia ed ecologia, ideata con l’intento di comprendere le connessioni più profonde tra l’uomo e la natura, in quanto esiste una correlazione importante tra il crescente degrado ambientale ed il continuo aumento del disagio individuale e sociale. Perdere la connessione con l’ambiente naturale viene ad oggi ritenuta una causa di malessere psichico e l’ecopsicologia si pone l’obiettivo di ristabilire quella connessione perduta.

Ad oggi i campi specifici di applicazione dell’ecopsicologia sono tre:

  • psicologico; facilita il processo di crescita personale ( risulta più semplice, ad esempio, ascoltare il proprio Io interiore nel silenzio di un bosco);

  • organizzativo; nei gruppi migliora la collaborazione e l’interazione;

  • educativo; il bambino imparando il rispetto dell’ambiente, inizia a conoscere meglio il suo mondo interiore;

La modernizzazione ha cambiato i nostri stili di vita; siamo abituati a vivere in città dove il cemento fa da padrone, dove l’inquinamento è la nostra ombra e la società ci porta ad essere sempre più dipendenti dalla tecnologia: le persone, rispetto a 20 anni fa, passano sempre meno tempo in mezzo alla natura (tempo diminuito circa il 25%), preferendo dedicare il proprio tempo libero all’utilizzo di videogiochi, alla visione di film o a navigare su internet. Questo è un vero peccato, in quanto sono davvero molti i benefici psicologici e fisici che la natura ci offre. Secondo uno studio condotto nel 2010 dal Professor Richard Ryan e colleghi, trascorrere del tempo all’aria aperta a contatto con la natura fa sentire le persone rigenerate, più energiche, più felici, più “vive”; non è importante il luogo: può andar bene un bosco come un parco cittadino, una campagna come una spiaggia. In genere quando ci sentiamo stanchi e senza energie, preferiamo, nelle nostre pause, prenderci una tazzina di caffè, ma numerosi studi evidenziano che una passeggiata all’aria aperta, anche solo per pochi minuti, può fornire una sensazione di energia decisamente migliore.



“Due ore alla settimana in mezzo alla natura”, questo è il tempo minimo consigliato da scienziati e studiosi per ridurre lo stress, per scaricare le tensioni e poter vivere meglio.




Ecco alcuni dei molteplici effetti positivi della natura sulla mente:

  • Maggiore vitalità e riduzione dello stress. Passare la maggior parte del nostro tempo tra quattro mura, che sia una casa o un ufficio, a lungo andare rende le persone spente e tristi. Entrare a contatto con la natura rende invece le persone più energiche e vitali; inoltre, il controllo degli stati ansiosi rallenta il processo di invecchiamento cellulare e migliora l’efficacia del sistema immunitario.


  • Aumenta la creatività del 50%. Gli psicologi David Strayer, dell’Università dello Utah, e Ruth Ann Atchley e Paul Atchlet, dell’Università del Kansas hanno condotto uno studio all’aperto che vedeva coinvolte 56 persone (30 uomini e 26 donne) nel corso del quale veniva loro vietato l’utilizzo della tecnologia per quattro giorni. Ciò ha permesso di constatare che l’attuale società moderna con le relative tecnologie, non fa altro che catturare, giorno dopo giorno, tutta la nostra attenzione ( programmi in televisione, cellulari che squillano, clacson delle macchine, ecc..) e ciò porta continuamente l’essere umano a distrarsi. Gli ambienti naturali invece, permettono di concentrarci su ciò che desideriamo e scegliamo, in quanto sono caratterizzati soprattutto da suoni morbidi e rilassanti , come ad esempio il vento tra le foglie, il fruscio dell’acqua che scorre e così via. Questo studio ha dimostrato che l’eliminazione di qualsiasi dispositivo tecnologico per un periodo di tempo prolungato, produce in noi un aumento del 50% nella creatività e nel problem solving.


  • Miglioramento dei sintomi della demenza e della memoria. Diverse ricerche hanno dimostrato che la presenza di giardini nelle cliniche, può p