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Psicologia dell'amore

14 febbraio

San Valentino

Ben nota come la festa degli innamorati.

Si festeggia con la persona amata, ci si abbraccia, ci si bacia.

Ma come nasce l’amore? Come decidiamo che la persona accanto a noi è quella giusta?




Tutto parte dall’attrazione verso l’altra persona che, basandosi su fini evoluzionistici, ci aiuta a scegliere adeguatamente il partner ideale per avere un successo riproduttivo e trasmettere al meglio i nostri geni alla generazione successiva. È importante notare che per attrazione non si intende esclusivamente la questione estetica, infatti per il partner ideale questo parametro non è sufficiente. L’estetica è fondamentale perché è indice di una buona salute e capacità riproduttiva, ma lo sono altrettanto la capacità di fornire cure affettive (un aiuto fondamentale quando, per esempio, si decide di avere un bambino) e anche la capacità di fornire un buon status sociale e una buona disponibilità finanziaria. Indubbiamente queste variabili non sono indice di superficialità di una persona, sono utilizzate inconsciamente dall’essere umano per poter preservare la specie. Infatti, oltre alle caratteristiche biologiche, ci si basa anche su altri fattori per trovare il partner ideale. In particolare cerchiamo persone vicine a noi per poter “semplificare” il rapporto di coppia, infatti molto spesso il partner viene conosciuto a scuola oppure tramite amicizie in comune. È altresì vero che con l’introduzione dei social media questa vicinanza non è più necessariamente fisica perché grazie a questi strumenti è possibile avere un contatto anche senza vedersi di persona.

Ci si chiede anche per quale motivo si tende ad avere relazioni con persone della stessa etnia. Qualcuno potrebbe superficialmente dire che potrebbe essere per questioni educative o per razzismo, ma c’è una spiegazione scientifica anche per questo fenomeno. Tendiamo a scegliere ciò che per noi è più familiare e che conosciamo meglio. Di conseguenza, per un caucasico è stato più facile avere relazioni con altri caucasici piuttosto che con persone africane o asiatiche e viceversa. Anche questa differenza pian piano si sta attenuando grazie alla globalizzazione e alla multietnicità, infatti anche nelle classi scolastiche è facile vedere persone di etnie e nazionalità più disparate favorendo così la tolleranza e anche il fenomeno della mera esposizione che consiste, appunto, nello sviluppare preferenze per ciò che riteniamo vicino e familiare.


Una volta trovato il potenziale partner cosa ci spinge a continuare a stare con quella persona dopo l’infatuazione iniziale?


La relazione di coppia è vista come uno scambio reciproco di attenzioni, affetto e benefici. Questa visione utilitaristica permette anche di spiegare per quale motivo certe persone decidono di lasciare l'attuale partner per persone, per esempio, più abbienti. Per loro è economicamente più conveniente avere una persona che ha la possibilità di poter fornire loro le cure materiali di cui hanno bisogno che possono essere uno status sociale più agiato o un luogo in cui vivere più confortevole.

In generale una relazione funziona bene se riesce a seguire la cosiddetta Teoria dell'equità descritta da Walster:

La relazione è considerata equa quando entrambi i partner considerano equa la proporzione tra costi e benefici

Quante volte, infatti, ci sentiamo frustrati quando diamo tanto a una persona senza ricevere in cambio almeno una parte dello sforzo che facciamo noi? Si usa dire che quando si fanno determinati favori o piaceri per un'altra persona lo si fa non per un tornaconto personale, ma per il puro piacere di farlo. Tuttavia questa teoria smentisce a pieno il classico detto perché percepire questa iniquità e provare dispiacere è scientificamente dimostrato e puramente umano. È giusto sentirsi frustrati se si dà tanto per un'altra persona senza ricevere le stesse attenzioni, è giusto arrabbiarsi ed è giusto decidere di interrompere la relazione nel caso in cui la situazione non cambi.

Infatti una delle abitudini peggiori che si possano avere in una relazione è avere attenzione per tutto fuorché per la persona amata.



Una relazione va coltivata come un fiore, se non le si presta la cura necessaria appassisce, non vale il proverbio "In amore vince chi fugge". In amore si vince se si contribuisce entrambi al benessere dell'altro, bisogna costruirlo nel tempo mettendoci impegno e avendo molta fiducia nel partner.

Molte persone non riescono a mettere l'impegno necessario in una relazione, infatti non tutte le relazioni sono considerate un Amore Completo. Per essere ritenuto tale, secondo lo psicologo cognitivo Sternberg, deve essere composto da tre fattori:

  • Passione → attrazione sessuale

  • Intimità → sentimenti di vicinanza e condivisione

  • Coinvolgimento → desiderio di mantenere una relazione stabile

Evidentemente nelle persone che non desiderano continuare quella relazione a lungo termine o che, in ogni caso, non vogliono che sia considerata stabile, mancano di coinvolgimento. In quel caso si può parlare di un amore romantico che è formato dalla passione e dall'intimità. Si può dire che questo è l'amore che si presenta nelle prime fasi di una relazione sentimentale, formato da quella forte passione che ti costringe a pensare costantemente all'altra persona e che ti fa desiderare la sua vicinanza in ogni singolo istante. Senza coinvolgimento, tuttavia, a un certo punto quel forte impeto che tiene legato i due partner comincerà a scemare nel giro di qualche mese.