top of page

Ritrovare il proprio IO... (1/2)Ottava Parte


Ritrovare il proprio io ...attraverso il viaggio Spirituality. Freedom, Emotional beauty


"Ritrovare il proprio io ... attraverso il viaggio" è il titolo che ho scelto per l'ultimo articolo che va a concludere il nostro appuntamento con la floriterapia australiana. Considerando la quantità di concetti psicologici presenti, per una maggiore assimilazione ho voluto dividere l'articolo in due parti. "Ritrovare il proprio io" è la prima parte in cui troverete dopo un introduzione basata sulla spiegazione della personalità, alcuni concetti chiave per comprendere meglio i nostri comportamenti attraverso la narrazione del “Meraviglioso mondo del mago di Oz, e a completare le tre essenze floreali utili a sostenerci lungo il processo di crescita interiore. Nella seconda parte "...Attraverso il viaggio" che potrete leggere la prossima settimana sul nostro blog, si continuerà attraverso l'interpretazione psicologica di Dorothy e dei suoi amici per concludere con le ultime tre miscele floreali dedicate al cambiamento e alle nostre emozioni in "viaggio" (inteso come esperienza di trasformazione) . Pronti? Si parte!

Immaginiamo di essere dei visitatori all’interno di un luna park e di trovarci adesso all’interno di una sala di specchi deformanti, osservando la nostra immagine proveniente dagli specchi, non la riconosciamo e voltandoci verso altri riflessi ne cerchiamo qualcuna che ci rispecchi per come noi ci percepiamo. Se alcuni riflessi ci strappano una risata, altri suscitano in noi un senso di frustrazione. Questo è esattamente quello che accade quando la nostra personalità viene fagocitata dagli altri, quando lasciamo aperti i nostri confini e permettiamo agli altri di interferire con i nostri progetti, le nostre passioni, le nostre inclinazioni.



Quando e come ha origine la nostra vera personalità ?

La formazione della personalità è un processo in divenire, secondo Winnicott, (pediatra e psicanalista britannico vissuto nel secolo scorso) essa è costituita dal Vero Se’, che contraddistingue la nostra vera natura, e dal Falso Sé che ci permette di adattarci e di vivere in armonia con gli altri. Il dualismo insidioso tra Vero Sé e Falso Sé si presenta già durante i primi anni di vita del bambino. Il legame presente sin dalla nascita, tra la mamma ed il suo piccolo viene identificato come un legame simbiotico, dove il bambino rispecchiandosi in lei comprende l’ambiente. Il mondo viene interpretato dalla mamma attraverso un meccanismo che Bion definisce come “Reverie” ovvero la capacità di ascoltare il proprio bambino e restituirgli la decodifica dell’ambiente attorno a lui. La reverie è un momento prezioso che viene riconosciuto durante l’allattamento, inteso non solo come passaggio di nutrimento fisico, ma anche emozionale . I primi tre anni della vita di un bambino sono fondamentali per la costituzione del suo Sé, perché rappresentano l’imprinting per la costituzione della personalità, e proprio la figura materna può fare la differenza:

· Se una madre sufficientemente buona accoglie la natura, i gusti e le attitudini del bimbo, essa contribuirà prima all’emersione del suo Vero Sé, e successivamente quando il piccolo sarà pronto a esplorare il mondo ad accogliere il suo Falso Sé che gli permetterà di adattarsi e viaggiare nel mondo.

Al contrario

· Se una madre non sufficientemente buona non presterà attenzione a ciò che caratterizza la personalità del bambino e viceversa gli imporrà la propria, come fosse quella del bambino stesso, il piccolo attraverso un rispecchiamento protratto in lei, sopprimerà il suo vero Sé, per dare spazio e indossare il Vero Sé della madre, riconoscendolo come proprio.

Ma in questa forma di mascheramento dei propri bisogni, il bambino crescerà accettando i gusti, le scelte e le attitudini degli altri come fossero le proprie. Questo perché nella fase più importante di costituzione della sua personalità, la figura che più di ogni altro al mondo lo ama, o lo avrebbe dovuto amare, decide da sempre per lui. Se la nostra infanzia è stata attraversata da forme di rispecchiamento che continuano ancora oggi,



Come possiamo vivere restando coerenti con noi stessi e allo stesso tempo adattarci alle richieste dell’ambiente?

Semplicemente cercando di restare in equilibrio come fossimo dei funamboli. Il filo che stiamo attraversando è la nostra vita!

Spetta a noi fissare il nostro obiettivo e decidere come interagire con gli ostacoli che troveremo lungo il nostro percorso: se li accoglieremo come elemento di trasformazione interiore ci permetteranno di sganciare gli ormeggi ed essere liberi, viceversa se proveremo a combatterli, la percezione della loro “pesantezza” aumenterà e non ci permetterà di librarci in volo.


"Ritrovare il proprio io ... attraverso il viaggio" è il titolo che ho scelto per l'ultimo articolo che va a concludere il nostro appuntamento con la floriterapia australiana. Considerando la quantità di concetti psicologici presenti, per una maggiore assimilazione ho voluto dividere l'articolo in due parti. "Ritrovare il proprio io" è la prima parte in cui troverete dopo un introduzione basata sulla spiegazione della personalità, alcuni concetti chiave per comprendere meglio i nostri comportamenti attraverso la narrazione del “Meraviglioso mondo del mago di Oz, e a completare le tre essenze floreali utili a sostenerci lungo il processo di crescita interiore. Nella seconda parte "...Attraverso il viaggio" che potrete leggere la prossima settimana sul nostro blog, si continuerà attraverso l'interpretazione psicologica di Dorothy e dei suoi amici per concludere con le ultime tre miscele floreali dedicate al cambiamento e alle nostre emozioni in "viaggio" (inteso come esperienza di trasformazione) . Il meraviglioso mondo del mago di Oz è un racconto di Frank Baum scritto nel 1900.