Sentirsi soli....anche in mezzo alla gente.

Aggiornamento: 22 set 2021


"La solitudine è per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo”, Seneca.

Etimologicamente il termine solitudine riporta al termine “separare”, composta da “se”: divisione e “parare”: parto.

Da qui il significato di rompere un’unione, separare appunto.


Prima distinzione importante da fare è tra la solitudine che ci porta a restare piacevolmente con noi stessi e la solitudine negativa, l'isolamento .

Ci possiamo sentire soli anche in compagnia….anche in mezzo alla folla e questo si verifica quando c'è un mancato collegamento tra le relazioni sociali desiderate e le vere relazioni.

La solitudine è definita dalla relazione con l'altro, cosa che non avviene nell’isolamento. Le emozioni che accompagnano la solitudine sono la malinconia e la tristezza...quindi non viene percepita bene ma anzi, è sempre accompagnata da emozioni negative.


Oggi la solitudine più che un vissuto intrinseco dell'essere umano, è sempre più una condizione sociale. Viviamo una scissione tra ciò che siamo e ciò che crediamo di essere, come uno strappo tra le nostre origini e le nostre mete, sempre più superficiali, fugaci e relative.


Riflettiamo sull'importanza, forse, di abbandonare la logica del mutuo scambio (io ti do solo se tu mi dai) e recuperare l'indissolubile rilevanza della reciprocità...come sottolinea Rogers, l'empatia è uno strumento di cura.



Non si sceglie quindi la condizione di solitudine ma diviene obbligata, dal nostro quotidiano modo di vivere le relazioni, la socialità.


Bauman traccia il profilo dell' uomo post-moderno, che si trova così schiacciato da forze economiche, che hanno l'interesse di omologare l'intera società ad un'unica matrice consumistica, annullando le differenze individuali e rendendo le società estranee alle proprie tradizioni.


Un altro punto di vista interessante arriva dalle neuroscienze : due noti studiosi , Stephanie e John Cacioppo, dell'Università di Chicago.


I due hanno voluto far luce sul funzionamento del cervello delle persone sole: in risposta a segnali negativi, la loro attività cerebrale sarebbe molto più veloce e pronunciata rispetto a quella di altri. È come se le loro menti fossero "iper allertate" di fronte ad ogni tipo di pericolo o minaccia sociale.

Sentirsi isolati può significare che hai bisogno di reinterpretare la visione delle tue interazioni sociali, dice il dottor Cacioppo. Per esempio, se senti che un amico ti ha mancato di rispetto, chiedi a te stesso, prima di tutto, se sei stato ostile o in 'modalità isolamento' e se il tuo amico ha solo reagito al tuo comportamento. Perché, come afferma lo psicologo, 'hai bisogno di capire che potresti essere tu il responsabile di tutto questo'".

Seleziona le amicizie

Aspettati il meglio, è importante concedere agli altri il beneficio del dubbio.


Più riusciamo a scoprire buone qualità in noi stessi, più riusciamo a vederle negli altri.






50 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti