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Vivere la propria Vita all'insegna della meraviglia (Ottimismo, Vivacity, Emergency)

Riuscire a meravigliarsi e riscoprire l'entusiasmo di quando eravamo bambini di questi tempi è un impresa davvero epica, ma dato che amo le sfide, quale occasione migliore per raccontarvi come riuscire a ritrovare lo spirito di avventura, ad essere pervasi dalla curiosità e rimanere estasiati davanti alle meraviglie nella vita , se non procedendo attraverso la lettura interpretativa di uno dei personaggi più apprezzati e psicanalizzati della letteratura britannica ?

Ovviamente parlandovi di "Alice" di Lewis Carroll.

"Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie" è un romanzo del 1865. L’autore è un matematico e prete anglicano della Londra Vittoriana, il cui vero nome era Charles Lutwidge Dodgson, meglio conosciuto sotto lo pseudonimo di Lewis Carroll. Il romanzo di Alice fa parte di un genere letterario fantasy o detto del “no sense”, la trama racconta di un'avventura (che dura in realtà appena il tempo di una pennichella) tra personaggi emblematici, scenari psichedelici e avventure bizzarre. Ogni incontro in cui la nostra protagonista si imbatterà sarà avvolto da un alone insolito di stravaganza, curiosità, mistero, meraviglia, frustrazione, incomprensione e timore. Ciò che è interessante nella lettura psicologica è l’interazione tra i personaggi, come la nostra protagonista li affronta e trova in sé la capacità di reagire alla moltitudine di eventi in quel mondo delle meraviglie fuori dal comune.


Alice mentre è assorta nella lettura ai piedi di un albero, ad un tratto alzando gli occhi scorge l’immagine di un coniglio buffo con occhiali e panciotto che ansimante corre e fugge via in fretta. La curiosità vivace della bambina la porterà ad inseguire il Bianconiglio attraverso il paese delle meraviglie: Scivolando nella sua tana, la bambina si ritroverà dentro un tunnel che la condurrà in un corridoio pieno di porte di dimensioni differenti, ma tutte troppo piccole per lei. Guardando dalla serratura la bambina scorge un giardino e decide di volerlo raggiungere. Dopo una serie di trasformazioni che modificano la sua statura, Alice piangendo per la frustrazione, riesce a rimpicciolirsi e passare oltre, galleggiando a bordo di una bottiglia su un mare che in realtà sono le sue stesse lacrime. Approdata su una spiaggia intravede di nuovo il Bianconiglio che stavolta la confonde con la sua governante. Dopo aver mangiato dei biscotti ecco che diventa gigante, poi di nuovo piccola, tenta una soluzione, ma senza successo. Ormai è esausta, non ne può più, ma nel momento di maggiore sconforto e frustrazione ecco che incontra il Brucaliffo, un buffo Bruco intento a fumare il suo narghilè. Il bruco tra un indovinello e un gioco di parole, le rivela il segreto per poter controllare la sua statura. Ma Alice ha un pensiero fisso, deve scoprire dove sta andando il Bianconiglio così di corsa. Così a un tratto si ritrova a chiedere indicazioni ad un sorriso sardonico che dal buio appare nelle sembianze di un gatto (Stregatto) a strisce rosa e viola. Lungo il suo cammino Alice incontra il Cappellaio matto e la Lepre marzolina , intenti a festeggiare un “ Non Compleanno” deliziandosi con dolcetti e tazze di tè con montagne di zucchero. La storia raggiunge il suo acme, quando la bambina entra nel regno della Regina di cuori: un’ iraconda regnante con l’abitudine frequente di voler decapitare chi la contraddice (anche se in realtà è solo un gioco, di cui Alice resta inconsapevole fino alla fine). La bambina usando un fenicottero come bastone e un riccio come palla, si ritrova senza possibilità di scelta a giocare a croquet con la regina. Dopo qualche istante e uno scatto di ira per un’incomprensione da parte di sua Maestade, Alice finisce per essere messa sotto accusa. In un delirante e grottesco scambio di vedute e di dimensioni, alla fine Alice capisce che i suoi timori sono rappresentati solo da un mazzo di carte. Sobbalza e si risveglia tra le braccia della sorella. E’ l’ora del tè.


Chi rappresentano i personaggi della storia?


Alice è la protagonista della storia e rappresenta l’Archetipo della Curiosità: sempre determinata ad inseguire il Bianconiglio, nonostante le difficoltà (dovute ai cambi repentini della sua statura, lo smarrirsi nel bosco, l’incomprensibilità degli indovinelli proposti) ella mostra il coraggio di tentare, la volontà di andare avanti, l’intelligenza creativa nel risolvere i problemi che le si propongono, ma soprattutto il non abbattersi dinanzi alle frustrazioni (alle quali i personaggi fantastici del suo mondo la sottopongono). Il suo motto è quello di “Provare a vivere ogni esperienza al meglio”, ponendosi davanti alla vita con quella curiosa meraviglia, quello spirito indomito di conoscenza e quella allegria leggera cui i bambini( con attaccamento sicuro) affrontano la realtà.

Alice è l’unico personaggio mutevole all’interno di questo palcoscenico, in cui personaggi di fantasia in sembianze umane, si alternano a turno ciclicamente, recitando in una dimensione temporale circolare ed isolata che ripetendosi all’infinito, non risulta mai modificata. Diventa pertanto evidente il parallelismo con la ciclicità degli eventi della vita, eviscerati dai più grandi autori sistemici relazionali, per citarne alcuni :Haley, Minuchin, Cancrini.


Sapevate che esiste una patologia neurologica chiamata "La sindrome di Alice"? (AIWS: Alice in Wonderland Syndrome) o anche conosciuta come sindrome di Todd ( dal nome dello psichiatra John Todd a cui si deve la scoperta). Si presenta come una patologia neurologica che coinvolge l’aspetto percettivo, sensoriale e visuo-spaziale, per cui i soggetti affetti presentano alterazioni percettive (metamorfopsia) soprattutto legate alle dimensioni degli oggetti (micropsia/macropsia), alla percezione sensoriale e disorientamento visuo-spaziale. Dopo aver narrato a grandi linee la trama del racconto, si deduce chiaramente perché questa sindrome sia stata collegata alle avventure della quasi teenager vittoriana: Il suo percepirsi piccola, poi gigante, il suo smarrimento, la confusione e la frustrazione originata dalle sue percezioni reali, tutti sintomi assolutamente riconducibili alla AIWS.